Test streptococco, i pediatri: no agli antibiotici in casi positivi ma senza sintomi
L'infezione da streptococco sta registrando un aumento i pediatri invitano però alla cautela rispetto all'uso degli antibiotici: da non usare in assenza di sintomi
L'infezione da streptococco sta registrando a Roma nella popolazione pediatrica scolastica, un aumento del 20% rispetto al 2022 e, come riportato da Farmacista33 nei giorni scorsi, c'è un aumento di richieste di test nelle farmacie. I pediatri invitano però alla cautela rispetto all'uso degli antibiotici perché in caso di positività se si tratta di portatori sani, cioè senza sintomi, non vanno usati come si prevede invece per i sintomatici.
Aumento della richiesta di tamponi per lo streptococco
Sul tema è tornato Marco Cossolo, presidente nazionale di Federfarma che nel corso di un evento organizzato dalla Fofi ha detto: "Abbiamo assistito a un aumento della richiesta di tamponi per lo streptococco man mano che la patologia influenzale si è andata diffondendo - afferma Marco Cossolo, presidente di Federfarma - molte farmacie hanno messo a disposizione questo servizio, memori dell'esperienza fatta durante il Covid-19. Naturalmente non si tratta di una mole simile di test, ma è un'opportunità in più per i cittadini". Anche Andrea Mandelli, presidente della Federazione italiana Ordini dei farmacisti (Fofi) ha sottolineato che il tampone per lo streptococco è un test molto utile per tante ragioni, soprattutto in virtù dell'abuso che spesso registriamo di antibiotici, che è un problema enorme per una sanità moderna e responsabile. Il fatto che si possa fare in farmacia è importante e ancora una volta le farmacie nella pratica sono utili ed efficaci per contrastare abusi di medicinali e dare tranquillità alle famiglie. Le persone, memori dell'esperienza dei tamponi Covid, sono ormai edotte sul fatto che in farmacia possono trovare dei servizi in più. E certamente questo test va effettuato con la perizia indispensabile e l'assistenza di un farmacista".
No agli antibiotici se non ci sono sintomi
"L'infezione da streptococco è sempre esistita - spiega a Il Messaggero Teresa Rongai, presidente della Federazione italiana medici pediatri del Lazio - ma con la rincorsa al test in presenza anche solo di un positivo in una classe possono emergere altri positivi ma attenzione perché molti bambini sono portatori sani e dunque senza sintomi non devono assumere in alcun modo gli antibiotici come si prevede invece per i sintomatici". I sintomi da infezione faringea da streptococco si manifestano in genere dai due ai cinque giorni dopo il contagio e sono: mal di gola, dolore durante la deglutizione, tonsille gonfie e arrossate con presenza di placche, febbre, linfonodi del collo gonfi. Trattandosi di un'infezione batterica la terapia indicata risulta essere quella antibiotica. I farmaci di prima scelta sono le penicilline (amoxicillina in primis) o altre categorie in caso di soggetti allergici. Dopo già 24 ore di cura con il farmaco non si è più considerati infetti ma va conclusa la terapia antibiotica per non sviluppare resistenze.
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A cura di Cristoforo Zervos
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