Carenze di antibiotici pediatrici: casi di Streptococco in aumento e ricadute su appropriatezza. Le segnalazioni dei farmacisti
Continuano le segnalazioni di carenza di alcuni antibiotici, in particolare pediatrici. Tra le motivazioni l'aumento dell'infezione da streptococco. I pediatri richiamano all'appropriatezza prescrittiva e d'uso
Sono circa 3.377 i farmaci attualmente carenti riportati nella lista di Aifa, anche se quelli per i quali c'è una maggiore criticità sono in numero limitato, mentre continuano le segnalazioni in merito alla carenza di alcuni antibiotici, in particolare pediatrici. Tra le motivazioni, c'è chi indica l'aumento dell'infezione da streptococco che sta colpendo alcune zone d'Italia e da alcuni pediatri viene rinnovato il richiamo all'appropriatezza prescrittiva e d'uso.
Dai farmacisti continuano le segnalazioni di carenze per antibiotici pediatrici
Scorrendo la lista di Aifa, aggiornata al 9 maggio, risultano circa 3.377 temporaneamente carenti, anche se nella maggior parte dei casi esiste un'alternativa equivalente o una terapia sostitutiva, limitando quelli per i quali possono esserci maggiori criticità a un numero più ristretto. Le motivazioni riportate nella lista vanno dalla cessata commercializzazione, ai problemi produttivi sino all'elevata richiesta. Appartengono a questa casistica molte referenze dell'associazione amoxicillina e acido clavulanico, in particolare per uso pediatrico. "Abbiamo un problema enorme dovuto alla mancanza di questo principio attivo" ha detto Andrea Mandelli, presidente Fofi, in occasione della presentazione del Rapporto Civico sulla Salute 2023 di Cittadinzattiva. "Un tema da risolvere immediatamente, che abbiamo iniziato a denunciare da aprile dello scorso anno. E ora siamo in una situazione di stallo". Le segnalazioni di criticità nel soddisfare le richieste dei pazienti arrivano da farmacisti di diverse parti: da Milano, a Pavia, a Roma in diversi riferiscono "difficoltà che sono andate crescendo nell'ultimo anno e che presentano andamenti ondulatori". "Ci sono momenti in cui le farmacie, in maniera uniforme sul territorio, ricevono rifornimenti tali da riuscire a soddisfare la domanda, ma altre volte risultano sufficienti per pochi giorni" è il vissuto di molti farmacisti. "Da parte nostra, cerchiamo comunque sempre di aiutare il paziente a trovare una soluzione, magari facendo telefonate in altre farmacie o ricontattando il pediatra, per capire se c'è qualche altra soluzione. Proprio in questi contesti, la collaborazione interprofessionale è fondamentale". "La relazione al banco diventa così più delicata e spesso ci vuole molto impegno per gestire e rassicurare il paziente, soprattutto quando si tratta di bambini piccoli".
I casi di infezione da streptococco restano elevati
Le ragioni di questa situazione, a ogni modo, riprende Mandelli, vanno individuate anche nell'aumento "dei casi di streptococco che sta colpendo diverse parti d'Italia". Gli stessi farmacisti, che offrono tale servizio, confermano che "le richieste di tamponi da parte di pazienti inviati dai pediatri resta alta", anche se secondo i pediatri, man mano che si procede verso il caldo e la stagione estiva, la situazione dovrebbe migliorare. Ma a pesare, per Mandelli, è anche lo "stop alla produzione di questi prodotti da parte di uno dei principali player e la carenza di principio attivo", nonché, riferiscono fonti legate alla filiera, la difficoltà di approvvigionamento di alcune materie prime per il confezionamento, quali per esempio le boccette. Le alternative ci sono, ma può capitare che in determinati momenti possano "mancare anche gli equivalenti". Non "dobbiamo quindi sottovalutare il problema. Se i medici prescrivono una terapia e questa non è disponibile, ci troviamo con mamme e papà che girano 10 farmacie alla ricerca dell'antibiotico prescritto". A volte, quindi, tornano dal pediatra e "si sopperisce dando antibiotici di più largo spettro".
Le ricadute a cascata su inappropriatezza prescrittiva e resistenze
E proprio questo rappresenta un ulteriore fronte di preoccupazione: "c'è da questa situazione un rischio di uso improprio" è il pensiero di alcuni pediatri: "avviare la terapia senza riuscire a portarla avanti per il numero di giorni necessario, per esempio, è fonte di rischi, anche in termini di antibiotico resistenza". Ma c'è anche un tema di "inappropriatezza prescrittiva": qualche settimana la Sip, Fimp e Acp, avevano avanzato alcune preoccupazioni in una recente lettera inviata all'Aifa, a proposito delle criticità - e delle ricadute a cascata - relative all'amoxicillina: "questa è la prima scelta per tutte le più comuni patologie infettive: è di basso costo, se usata in maniera appropriata, è efficace e in grado di contribuire al controllo dell'antibiotico resistenza. La sua carenza sta inducendo sempre di più la prescrizione di alternative terapeutiche inappropriate, con un aumentato rischio di comparsa di effetti e reazioni avverse". Per patologie comuni, quali "faringotonsilliti, otite, polmonite batterica - target, appunto, per l'uso di amoxicillina -, ogni alternativa rappresenterebbe una scelta non appropriata. Da diversi mesi, però, i pediatri sono costretti a fare il contrario, dovendo legare "la scelta prescrittiva non a ragioni di appropriatezza professionale, ma alla disponibilità sul territorio". L'attuale" aumento dell'infezione da streptococco "può avere acuito il problema della scarsa disponibilità e inappropriatezza prescrittiva".
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A cura di Cristoforo Zervos
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