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21 Giugno 2023

Eurispes, Rapporto Salute: il 33% degli italiani rinuncia a curarsi per mancanza di strutture. Puntare su prossimità


Nel 2022 il 33,3% degli italiani ha rinunciato a prestazioni e/o interventi sanitari per indisponibilità delle strutture sanitarie e liste di attesa. L'andamento si conferma e aumenta anche nel 2023


Un quarto delle famiglie italiane denuncia difficoltà economiche relativamente alle prestazioni sanitarie: nel 2022 lo hanno riportato soprattutto i cittadini delle regioni meridionali (28,5%) e delle Isole (30,5%) inoltre un terzo dei cittadini (33,3%) afferma di aver dovuto rinunciare a prestazioni e/o interventi sanitari per indisponibilità delle strutture sanitarie e liste di attesa. L'andamento si conferma e aumenta anche nel 2023. Il dato emerge dal II Rapporto sul Sistema sanitario italiano 'Il termometro della salute', redatto da Eurispes ed Enpam.

Gli italiani spendono di tasca propria per prestazioni e farmaci quasi 40 miliardi di euro

Il Rapporto segnala che gli italiani spendono di tasca propria per prestazioni e farmaci quasi 40 miliardi di euro, raggiungendo una quota del Pil superiore al 2%. A ciò si aggiunge l'intensificarsi della mobilità sanitaria, generato dalla necessità di rivolgersi a strutture pubbliche di altre Regioni per ottenere prestazioni del Ssn di fatto non erogabili nel territorio di residenza a causa dei deficit. A questo proposito, gli importi versati dalle Regioni che cedono pazienti a quelle in grado di erogare le prestazioni, evidenzia Eurispes, "determinano una ulteriore difficoltà in budget sanitari già compressi dai piani di rientro. All'opposto, le Regioni che erogano molte prestazioni a cittadini non residenti possono contare su di un over-budget che rende possibili investimenti in strutture e personale, di cui beneficiano in primo luogo i cittadini residenti".
In termini di efficienza la forbice tra alcune Regioni del Nord e quelle del Centro-Sud, dunque, inevitabilmente si allarga. Ai due estremi, nel 2018 la Regione Lombardia ha riscontrato un saldo positivo di quasi 809 milioni di euro, mentre la Regione Calabria un deficit di quasi 320 milioni di euro e la Regione Campania di più di 302 milioni.

Se il Sistema Sanitario Nazionale "non sarà messo in grado di programmare e poi assorbire le necessarie professionalità, le Case e gli Ospedali della comunità rimarranno vuote - si dice nel Rapporto - mentre la crisi del decisivo comparto della medicina generale si avviterà ulteriormente, gli ospedali continueranno a degradarsi, l'universalità della sanità pubblica continuerà a deperire, si apriranno ulteriori autostrade per la sanità privata e curarsi diverrà una questione di censo".

Gli italiani spendono di tasca propria per prestazioni e farmaci quasi 40 miliardi di euro

"Chi correttamente manifesta aperture e speranze rispetto al vento nuovo che sembra soffiare sulla sanità pubblica, allo stesso tempo - si legge nel Rapporto - non può non vedere che gli sforzi messi in atto come positiva reazione alla pandemia sono solo parziali e, in qualche misura, contraddittori. Ad esempio, mentre si ipotizzano servizi più avanzati e diretti al cittadino-paziente, in questi mesi negli ospedali di molte Regioni i pronto soccorso occupano medici esterni a gettone per assenza di quelli interni, fiaccati da turni massacranti e spesso in fuga dal pubblico, mentre in molte Regioni i concorsi per assegnare le borse dei nuovi medici di medicina generale non vengono banditi con la necessaria prontezza".
Anche dal punto di vista culturale, "l'encomiabile attenzione che il Dm 77 dedica alla telemedicina e alla ottimizzazione delle reti di comunicazione in àmbito sanitario, si scontra con la realtà di molte Regioni per le quali il Fascicolo Sanitario Elettronico - concludono Eurispes ed Enpam - è ancora uno strumento sostanzialmente sconosciuto".

Puntare su territorio e sanità di prossimità

"Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - dichiara il Presidente dell'Enpam, Alberto Oliveti - interviene sulla Salute con la prima componente della Missione 6, ridefinendo i cardini per rilanciare l'assistenza sanitaria territoriale con un modello organizzativo centrato su reti di prossimità, strutture e telemedicina. A tal fine, sono investite importanti risorse nelle Case di Comunità e nel sostegno all'assistenza domiciliare, nell'assunto che è la "casa dell'assistito" il primo luogo di cura. È evidente, però, che le 1.400 Case di comunità previste dal Piano non assolveranno alla stessa funzione delle decine di migliaia di studi medici attualmente attivi in Italia. Tra l'abitazione del cittadino e le Case di Comunità programmate (una ogni 42mila abitanti), infatti, si creerà un vuoto di assistenza, se non si imposterà al contempo un progetto di rilancio dell'attuale rete degli studi di medicina generale.
In questo senso, l'Enpam sta concretizzando un progetto che consentirà ai medici di base di aggregarsi in studi più strutturati, organizzati e attrezzati, pur continuando a garantire una presenza realmente capillare e flessibile sul territorio (studi "spoke"). Studi che dovranno essere allestiti con attrezzature avanzate per sfruttare soluzioni di telemedicina. Si tratta di un'iniziativa velocemente realizzabile e consensuale, essendo promossa dalla stessa categoria che deve attuarla. Crediamo che una volta realizzata, possa essere altamente efficace per il miglioramento dell'assistenza sanitaria territoriale secondo gli obiettivi del Pnrr".

"Rafforzare la sanità di prossimità, di cui i farmacisti rappresentano il primo punto di accesso sul territorio, risponde all'esigenza di garantire un servizio di facile accesso e fruibile ai pazienti, che può contribuire a contrastare il drammatico fenomeno della rinuncia alle cure" dichiara Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (Fofi), a commento dei dati del Rapporto. - La Farmacia dei Servizi - ha aggiunto Mandelli - è in grado di rispondere in modo adeguato all'esigenza di prossimità delle cure, soprattutto per una popolazione che invecchia e che ha bisogno di un monitoraggio costante delle condizioni di salute e dell'aderenza terapeutica. L'esperienza pandemica ci ha insegnato che abbiamo bisogno di alleggerire il carico sui Pronto Soccorso e sugli ospedali. I farmacisti sono artefici di questa evoluzione e della creazione di una sanità più vicina ai cittadini, operando in stretta sinergia con i medici di medicina generale e gli altri professionisti della rete di assistenza sul territorio, come previsto dal DM 77".
"Grazie alla telemedicina, i farmacisti possono favorire un accesso capillare all'assistenza sanitaria anche nei contesti più difficili, migliorare e rendere più efficiente la presa in carico dei pazienti cronici. Per questo, dobbiamo lavorare tutti insieme - professionisti, politica e istituzioni - per rafforzare l'assistenza di prossimità e proseguire nel percorso di sburocratizzazione in atto, per poterci dedicare al cuore della nostra professione: la promozione della salute e l'assistenza quotidiana ai pazienti", ha concluso il presidente Fofi.

(SZ)

TAG: STRUTTURE SANITARIE, SALUTE, LISTE DI ATTESA, EURISPES

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