Farmaceutica, stabilimento Pfizer di Ascoli Piceno premiato da Unchr per politiche a favore dei rifugiati
Formazione e mentorship nelle politiche che promuovono l'inserimento lavorativo dei rifugiati. Premiato l'impegno di Pfizer
È stato conferito il logo "Welcome. Working for Refugee Integration per l'anno 2022" allo stabilimento produttivo di Pfizer ad Ascoli Piceno dalla rappresentanza italiana di UNHCR, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Il riconoscimento viene assegnato per il "rilevante impegno dimostrato nella promozione di interventi specifici per l'inserimento lavorativo dei rifugiati", si legge nella motivazione del progetto, con il quale UNHCR Italia favorisce l'integrazione delle persone rifugiate nel mercato del lavoro, promuovendo il più ampio coinvolgimento del settore privato, in collaborazione con le istituzioni e con le organizzazioni della società civile.
Un riconoscimento per le aziende che si sono distinte nel favorire l'inserimento professionale dei rifugiati
Il progetto, fa sapere la nota, è sostenuto dal Ministero del Lavoro, da Confindustria e da Global Compact Network Italia e consente alle aziende che si sono distinte nel favorire l'inserimento professionale dei rifugiati, di ricevere dall'UNHCR un riconoscimento formale: un logo che le aziende stesse potranno esporre ed utilizzare nelle loro attività di comunicazione.
"Siamo davvero orgogliosi di poter dare il nostro contributo alla causa dei rifugiati nel nostro Paese", afferma Rossella Bruni, Direttore e Amministratore Delegato del sito di Pfizer ad Ascoli Piceno. "Dallo scorso anno, ci siamo impegnati a integrare nella nostra struttura produttiva almeno un rifugiato per ogni semestre, grazie alla collaborazione dell'Associazione Adecco Foundation e di On the Road Cooperativa Sociale. Nei prossimi giorni, una donna rifugiata entrerà a far parte del reparto packaging ed entro la fine dell'anno procederemo con l'integrazione di una seconda risorsa. Data la nostra complessità organizzativa e tecnologica, qui avranno l'opportunità di sviluppare specifiche professionalità. Il nostro principale obiettivo è, infatti, quello di formare professionisti qualificati, che possano offrire le loro competenze sul mercato del lavoro, anche in altri contesti dopo l'esperienza avuta in Pfizer: lo consideriamo un investimento per il futuro di queste persone".
Formazione e mentorship per creare un ambiente di lavoro aperto alle diversità, all'equità e all'inclusione
Il premio, che arriva a pochi giorni dalla Giornata Mondiale del Rifugiato dello scorso 20 giugno, attesta l'impegno di Pfizer a livello globale nel creare un ambiente di lavoro aperto alle diversità, all'equità e all'inclusione. Con l'iniziativa Pfizer Refugee Leadership Initiative (PRLI), è stato avviato un progetto strutturato, mirato a inserire e a formare rifugiati presso le proprie sedi in tutto il mondo. Non solo stabilimenti produttivi, ma anche centri di ricerca e uffici amministrativi, dove si aprono possibilità per chi ha competenze di business, marketing, legali, risorse umane, ecc...
In particolare, l'obiettivo dell'azienda, a livello mondiale, è assumere 600 rifugiati entro la fine del 2025 e prevedere l'inclusione di 300 persone in un programma di mentorship. L'Europa, inclusa l'Italia, oltre che con il sito di Ascoli, anche con quello di Catania e con gli uffici di Roma e Milano, darà il suo contributo con l'assunzione di 100 rifugiati entro il 2025, "Con il programma PRLI, iniziato nel 2022, grazie alla promozione da parte di senior leaders e di gruppi di colleghi dedicati nei 27 paesi europei, il DEICE (Diversity, Equity & Inclusion Council Europe)", spiega Antonio Bebba, a capo del consiglio europeo DEICE di Pfizer "offre altre opportunità di training e di programmi di mentorship dedicati a donne rifugiate e membri della comunità LGBTQ+".
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A cura di Cristoforo Zervos
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