Vaccinazioni in farmacia: ampliare offerta, competenze e spazi dedicati. Se ne parlerà a Farmacistapiù
FarmacistaPiù sarà un'occasione per confrontarsi con le istituzioni sull'ampliamento della gamma di vaccinazioni somministrabili in farmacia
«Un orgoglio della categoria è la lungimiranza con la quale abbiamo chiesto, all'inizio della pandemia, di poter praticare tamponi e vaccini in farmacia quando tamponi e vaccini in realtà non erano ancora disponibili. La stessa cosa vogliamo fare con le ulteriori vaccinazioni che riteniamo debbano essere somministrabili ai cittadini nei nostri presidi, compresa l'antitetanica, una delle più diffuse». Lo ha affermato Andrea Mandelli, presidente della Fofi durante la conferenza stampa di presentazione della decima edizione di FarmacistaPiù - che si terrà dal 19 al 21 ottobre sul tema "Scienza, competenza, innovazione, prossimità. Il farmacista protagonista di una nuova alleanza per l'efficienza del Ssn" indicando il congresso dei farmacisti italiani come un'occasione per "rilanciare" ancora una volta nel confronto con le istituzioni: non attendere che i legislatori si muovano ma, in qualche modo, anticiparne l'intervento.
50 mila Farmacisti vaccinatori, 6 milioni di dosi somministrate, nessuna segnalazione di eventi avversi
«Sono stati oltre cinquantamila», sottolinea Luigi D'Ambrosio Lettieri, presidente della Fondazione Cannavò e del comitato scientifico del congresso, «i farmacisti che hanno partecipato ai corsi abilitanti per la somministrazione dei vaccini, almeno sei milioni quelli effettivamente somministrati dai farmacisti nelle farmacie, senza che vi siano state segnalazioni di eventi negativi. La farmacia si è confermata presidio di prossimità che va incontro alle esigenze del cittadino, oltre che un luogo sicuro». E per il futuro? «Nel piano vaccinale nazionale che è ora al vaglio della Conferenza Stato-Regioni, la farmacia entra di diritto nei siti vaccinali. È necessario quindi adeguare il patrimonio di competenze del farmacista, per ora occupandoci di somministrazione di vaccini contro Hpv, pneumococco e Herpes zoster. La regione Marche ha già avviato questa attività appositamente autorizzata dal ministero nell'ambito dell'aggiornamento del cronoprogramma sulla farmacia dei servizi. Per essere in linea con questo ammodernamento della governance sanitaria il decisore politico non potrà che recepire, attraverso un adeguamento delle norme di riferimento, una estensione delle pratiche vaccinali in farmacia. La nostra rete territoriale deve dare un forte contributo al raggiungimento del tetto minimo vaccinale individuato dalle nostre autorità sanitarie nella quota del 75%».
Cossolo: estendere gli spazi fisici dedicati ai servizi
Da parte sua il presidente di Federfarma Marco Cossolo pone l'accento su un particolare: «L'ampliamento delle tipologie di vaccinazioni praticabili in farmacia è un fatto ineludibile. A maggior ragione se si pensa che i vaccini Covid sono molto più complessi, in termini di logistica prima e di somministrazione poi, rispetto agli altri». Semmai occorre fare un ulteriore passo avanti e porre al "decisore politico" la questione strutturale: «La farmacia media italiana si aggira sui 70 metri quadrati. Passato il periodo di emergenza con tutte le misure eccezionali del caso, occorre ora mettere mano a una norma che consenta la possibilità di fornire ai cittadini servizi, tutti i servizi non solo le vaccinazioni, in uno spazio esterno e distinto dai locali propriamente detti della farmacia. Uno spazio fisico visibile e in qualche modo contrassegnato dalla croce verde».
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A cura di Cristoforo Zervos
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