Integratori, qualità e sicurezza di ingredienti e interazioni: il ruolo del consiglio del farmacista
Integratori alimentari di origini botanica (botanicals): evitare il fai da te. Essenziale il ruolo del farmacista per sicurezza d'uso e per evitare interazioni con farmaci o altri integratori
Con gli integratori alimentari di origine vegetale è sempre meglio evitare il fai da te, perché la sicurezza d'uso risiede, non solo nelle buone pratiche di produzione, ma anche e soprattutto nell'evitare interazioni con farmaci o altri integratori, aspetto su cui il farmacista gioca un ruolo importante. È quanto ha spiegato Diego Fornasari professore di Farmacologia presso l'Università Statale di Milano: «Il farmacista, in particolare quello di quartiere, ha un ruolo primario nel consiglio poiché conosce quali farmaci e quali terapie ciascun paziente sta assumendo». Questo uno dei temi emersi in occasione della presentazione a Milano del Consensus Paper "Integratori di origine botanica: approccio multidisciplinare alla qualità", un documento firmato da un gruppo di esperti, che vuole fare chiarezza sui temi della qualità, della sicurezza e dell'efficacia degli integratori di origine botanica.
Qualità garantita da materia prima, formulazione e produzione
Nel panorama degli integratori alimentari presenti sul mercato, una quota importante è costituita da quelli che contengono ingredienti attivi costituti da sostanze e preparati da matrice vegetale: «Si tratta di quelli che vengono indicati come Botanicals, utilizzando un termine anglosassone dal respiro più internazionale, che in italiano è "estratto erbale"» ha spiegato Arrigo Cicero, presidente della Società italiana di nutraceutica. L'impiego dei botanicals negli integratori alimentari è disciplinato in Italia dal Decreto ministeriale del 10 agosto 2018, che contiene le piante della lista Belfrit, messa a punto con le Autorità competenti di Belgio e Francia. Un aspetto importante resta sempre la qualità, concordano gli esperti: «Esistono tre livelli da tenere in considerazione» ha spiegato Alessandro Colletti, segretario nazionale della Società italiana di formulatori in nutraceutica. «Il primo livello è la qualità della materia prima, che prevede controlli sulla assenza di contaminanti tipici dei prodotti vegetali, cioè dagli inquinanti chimici, come metalli pesanti e pesticidi, alle micotossine». Quindi è necessaria l'identificazione della pianta, la purificazione dell'estratto botanico, la standardizzazione dell'estratto. «Un secondo livello è la qualità formulativa, - ha proseguito Colletti - cioè come il prodotto viene formulato per svolgere il suo effetto fisiologico, infine la qualità produttiva con la messa a punto di un processo produttivo standardizzato che garantisca omogeneità del prodotto finito».
Le possibili interazioni, il consiglio del farmacista
Rimane la tendenza diffusa a considerare gli integratori alimentari prodotti "naturali e quindi buoni". Invece, l'impiego di tali prodotti richiede una valutazione complessiva del soggetto interessato, perché gli ingredienti di derivazione botanica hanno effetti fisiologici che vanno conosciuti e valutati rispetto alla situazione specifica del soggetto che vuole assumerli. Le possibili interazioni tra l'ingrediente di origine botanica che il soggetto si accinge ad assumere e qualsiasi altro principio attivo si stia assumendo contemporaneamente sia esso naturale o di sintesi. Gli integratori botanici dovrebbero dunque, essere preferibilmente consigliati dal medico o dal farmacista, che devono affrontare la prescrizione o il consiglio con l'approccio rigoroso utilizzato per tutte le altre prescrizioni. Infine, ha aggiunto Mariangela Rondanelli, professore di Scienze e tecniche dietetiche applicate presso la Facoltà di medicina e chirurgia dell'Università degli Studi di Pavia, «Sebbene la normativa italiana relativa agli integratori di origine botanica non richieda evidenze di efficacia basate su studi scientifici, esistono prodotti la cui efficacia è stata dimostrata da studi preclinici e clinici rigorosi, spesso condotti con una metodologia assimilabile a quella richiesta per i farmaci».
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A cura di Redazione Farmacista33
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