Covid-19. Più effetti collaterali se seconda dose con vaccino diverso
Combinare differenti tipologie di vaccini, per completare l'immunizzazione con prima e seconda dose, potrebbe portare ad un aumento, seppur lieve, degli effetti collaterali
Combinare differenti tipologie di vaccini, per completare l'immunizzazione con prima e seconda dose, potrebbe portare ad un aumento, seppur lieve, degli effetti collaterali. Ad affermarlo è un gruppo di ricercatori dell'Università di Oxford, che ha pubblicato i risultati di un nuovo studio, iniziato da pochi mesi, denominato Com-Cov.
Esame sui vaccini Astrazeneca e Pfizer-Biontech
Questi risultati preliminari, riportati in una lettera sul Lancet, provengono da un esame sui vaccini Astrazeneca e Pfizer-Biontech. Lo studio ha come obiettivo la sicurezza e l'efficacia di un approccio vaccinale combinato, che potrebbe risultare vantaggioso nel momento in cui si dovesse affrontare una carenza di dosi. Il reclutamento è iniziato il 11 febbraio 2021, ed è stato completato il 26 febbraio 2021, con 830 partecipanti iscritti e randomizzati, selezionati su una base di 978 soggetti. 463 partecipanti sono stati randomizzati in quattro gruppi con un intervallo prime-boost a 28 giorni e 367 partecipanti randomizzati a gruppi con un intervallo prime-boost di 84 giorni. Tutti i 463 partecipanti ai gruppi con intervallo di 28 giorni hanno ricevuto il loro primo vaccino e 461 partecipanti ricevuto il richiamo. Tra i 463 partecipanti, l'età mediana era di 57 anni (range 50-69), 212 (46%) partecipanti erano donne, e 117 (25%) proveniva da minoranze etniche.
Aumento degli effetti collaterali
I primi dati sulla sicurezza e reattogeniticità hanno riportato un aumento della frequenza degli stati febbrili, stanchezza, mal di testa, dolori articolari e muscolari, malessere generale. Uno degli autori, Mattew Snape, docente di Pediatria e vaccinologia all'università di Oxford, ha affermato che somministrando con un intervallo di quattro settimane il vaccino AstraZeneca seguito da quello Pfizer Biontech e viceversa si possono verificare reazione avverse (di breve durata) più frequenti dopo la seconda dose rispetto ad una vaccinazione non combinata. Gli autori hanno anche affermato che al momento i dati in loro possesso non indicano una criticità nella risposta immunitaria e si augurano di poter fornire ulteriori valutazioni nel corso del trial. Si sta anche valutando un uso del paracetamolo come terapia per ridurre gli effetti collaterali. Nella stessa ottica, ulteriori studi di valutazione sui vaccini Moderna e Novavax, sono ancora in corso.
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A cura di Redazione Farmacista33
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