Covid-19: tocilizumab più efficace in pazienti meno gravi. Ecco i nuovi dati
I pazienti Covid-19 ospedalizzati in ossigenoterapia semplice o ventilazione non invasiva possono trarre beneficio dal trattamento con l'anticorpo monoclonale tocilizumab
Una nuova analisi conferma che i pazienti ospedalizzati con Covid-19 che sono in ossigenoterapia semplice o ventilazione non invasiva possono trarre beneficio dal trattamento con l'anticorpo monoclonale tocilizumab in combinazione con i corticosteroidi. Ma l'efficacia si riduce nei pazienti sottoposti a ventilazione meccanica.
Rivalutati i risultati raccolti dal gruppo React
Il nuovo studio, pubblicato il 28 febbraio suJAMA Network Open ha nuovamente valutato i dati della metanalisi, pubblicata la scorsa estate su JAMA condotta dal gruppo di lavoro dell'OMS "Rapid Evidence Appraisal for COVID-19 Therapies" (REACT). La metanalisi aveva preso in considerazione i risultati di 27 studi randomizzati che hanno esplorato l'uso di antagonisti dell'IL-6, incluso tocilizumab, vedendo come la mortalità a 28 giorni era inferiore tra i pazienti che hanno ricevuto antagonisti dell'IL-6 rispetto a quelli che hanno ricevuto cure abituali o placebo. Nel nuovo studio i ricercatori hanno condotto un'analisi statistica bayesiana di 15 studi all'interno della metanalisi che ha esaminato specificamente l'uso dell'anticorpo monoclonale tocilizumab. «L'analisi bayesiana consente di fare dichiarazioni di probabilità dirette riguardo all'esatta entità e alla certezza di qualsiasi beneficio - ha affermato James (Jay) Brophy, della McGill University di Montreal, coautore della ricerca, - fondendo ai medici le informazioni di cui hanno bisogno per prendere decisioni».
Maggiori benefici di tocilizumab nei pazienti meno gravi
L'analisi ha stimato che la probabilità di beneficio clinicamente significativo dovuto all'uso di tocilizumab era superiore al 95% nei pazienti che ricevevano solo ossigeno e superiore al 90% in quelli sottoposti a ventilazione non invasiva. Rispetto a queste percentuali, solo il 67% circa di coloro che ricevevano ventilazione meccanica invasiva hanno mostrato miglioramenti. "I nuovi risultati dell'analisi non aggiungono molto alle conoscenze esistenti - ha affermato il nefrologo della Harvard Medical School David E. Leaf, che ha studiato tocilizumab nel COVID-19. - Il segnale sembra essere coerente che c'è un maggiore beneficio di tocilizumab nei pazienti meno gravi rispetto a quelli più gravi che ricevono la ventilazione meccanica invasiva" ha detto Leaf in un'intervista. "Questo è interessante perché nella pratica clinica viene spesso adottato l'approccio opposto, con l'uso di tocilizumab solo nei pazienti più gravi, anche se i pazienti che più probabilmente trarranno beneficio sembrano essere quelli che sono meno gravi".
l Rapporto OsMed dell’Aifa rileva una lieve riduzione dei consumi complessivi ma conferma un uso ancora elevato di antibiotici ad ampio spettro. In ambito ospedaliero cresce l’utilizzo di...
Pubblicati i regolamenti dei due nuovi strumenti di confronto con pazienti, istituzioni e operatori del settore. Prevista la creazione di un Registro di trasparenza con informazioni sugli incontri...
Per contrastare l’antibiotico-resistenza servono studi clinici più snelli, sostegno all’innovazione e modelli economici sostenibili per lo sviluppo di nuovi antibiotici. L’Ema punta su scienza...
La delegazione Aifa guidata dal presidente Robert Nisticò ha incontrato il Ministero della Salute giapponese e l’agenzia regolatoria Pharmaceuticals and Medical Devices Agency per confrontarsi su...
A cura di Redazione Farmacista33
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
In farmacia la gestione delle ragadi passa dalla valutazione della sede e della gravità del disturbo all’individuazione del trattamento più appropriato, che può includere prodotti emollienti,...