Ipercolesterolemia, metà dei pazienti abbandona terapia. Aderenza aumenta con nuovi farmaci
Quasi la metà dei pazienti assistiti per il controllo del colesterolo alto abbandona la terapia dopo un anno, mentre con i nuovi farmaci l'aderenza alla cura arriva al 95%
Quasi la metà dei pazienti assistiti per il controllo del colesterolo alto abbandona la terapia dopo un anno, mentre l'aderenza alla cura arriva al 95% con i nuovi farmaci (inibitori della proteina PCSK9). Lo dimostra uno studio multicentrico italiano, in corso di pubblicazione, coordinato dal gruppo di ricerca guidato Pasquale Perrone Filardi del Dipartimento di Scienze biomediche avanzate dell'Università Federico II di Napoli e presentato al congresso della Società italiana di cardiologia (Sic), in corso fino al 18 dicembre a Roma.
Nuove terapie aumentano aderenza e persistenza
L'indagine condotta in 9 centri italiani ha coinvolto 798 pazienti, il 78% classificati a rischio cardiovascolare alto o molto alto, seguiti per oltre un anno e mezzo. "I pazienti - afferma Perrone Filardi - arruolati al momento della prima prescrizione di anti-PCSK9 avevano valori di colesterolo Ldl in media di 147 mg/dl, raggiungendo 51 mg/dl al momento dell'ultima osservazione. I pazienti hanno presentato dunque una riduzione media dei livelli di colesterolo del 64% che si è mantenuta per tutti i 19 mesi del follow up. L'aderenza e la persistenza alla terapia sono risultate superiori al 95%, con una percentuale di interruzione del farmaco del 3%. Questa aderenza record è sostanzialmente spiegabile con la scarsa quantità di effetti collaterali, rispetto alle statine, registrati in appena 4 pazienti e una modalità di somministrazione meno impegnativa con un'iniezione sottocutanea ogni 2 settimane anziché una pillola da assumere ogni giorno", precisa l'esperto.
"Se questa terapia viene data in aggiunta alle terapie orali convenzionali, circa tre quarti dei pazienti ad alto rischio cardiovascolare riescono a raggiungere il target stabilito dalle linee guida correnti, cioè un colesterolo Ldl inferiore a 55 mg/dl. Si tratta - sottolinea Filardi -di un fatto molto importante poiché una delle sfide della prevenzione cardiovascolare è proprio il raggiungimento dei livelli di colesterolo adatti al proprio profilo di rischio raccomandati dalle linee guida. Non esistono infatti dei valori assoluti di colesterolo normale in quanto più è alto il rischio individuale del paziente, tanto più basso deve essere il valore di colesterolo Ldl. Purtroppo, questi farmaci sono ancora utilizzati in maniera non ottimale. In Italia abbiamo circa 30mila pazienti in terapia, contro una percentuale stimata che potrebbe trarne beneficio che arriva intorno ai 100mila".
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A cura di Redazione Farmacista33
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