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15 Marzo 2023Una formulazione di colecalciferolo, rimborsabile secondo la nota 96, è da oggi disponibile in due formati, una in film orodispersibile (Odf) e l'altra in capsule molli, che grazie alla maggiore praticità e alla migliore palatabilità, possono migliorare l'aderenza terapeutica dei pazienti in trattamento cronico per osteoporosi.
L'osteoporosi in Italia colpisce circa 5.000.000 di persone, l'80% delle quali donne in post menopausa: come conseguenza, si contano ogni anno circa 500.000 fratture da fragilità ossea (dati 2021). Numeri destinati ad aumentare di circa il 20% da qui al 2030, come conseguenza dell'invecchiamento della popolazione, con un importante innalzamento anche dei costi sanitari. «La fragilità ossea e le fratture di fragilità sono essenzialmente la conseguenza di uno squilibrio del metabolismo osseo, che si presenta con livelli sierici di vitamina D insufficienti», spiega Iacopo Chiodini, presidente della Società italiana dell'osteoporosi, del metabolismo minerale e delle malattie dello scheletro (Siommms), nel corso di un incontro organizzato a Milano da Ibsa. «Il deficit di vitamina D in pazienti con osteoporosi si associa a un aumento del rischio di frattura e, viceversa, un'adeguata supplementazione con vitamina D nei soggetti carenti, insieme a un adeguato introito di calcio, riduce il rischio di frattura. Inoltre, livelli inadeguati di vitamina D e un insufficiente apporto di calcio sono le cause principali di una mancata risposta della terapia farmacologica per l'osteoporosi». La carenza di vitamina D, molecola fondamentale per il buon funzionamento del metabolismo osseo, riguarda, in Italia, l'80% della popolazione, soprattutto negli anziani.
«Un'appropriata terapia deve innanzitutto correggere i fattori di rischio modificabili, raccomandando maggiore attività fisica, corretta alimentazione, sospensione di alcol e fumo. Bisogna poi correggere l'eventuale deficit di calcio o vitamina D, la cui supplementazione rappresenta oggi uno dei capisaldi del trattamento dell'osteoporosi», sottolinea Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg). «Per i pazienti istituzionalizzati, le donne in gravidanza e in allattamento e per persone con osteoporosi non candidate a terapia remineralizzante, la vitamina D viene prescritta a prescindere dal dosaggio ematico, mentre per altre categorie di pazienti è necessario verificare il livello di ipovitaminosi D». La nota 96 di Aifa, recentemente aggiornata, da? delle precise indicazioni per una corretta appropriatezza prescrittiva della vitamina D nella popolazione adulta, fissando la soglia di 30 ng/ml per le persone affette da osteoporosi candidate a terapia remineralizzante, per le quali è importante correggere la carenza di vitamina D prima di intraprendere il trattamento. Tuttavia l'aderenza al trattamento è bassa, con circa il 20-30% dei pazienti che sospende la terapia precocemente, anche a causa di formulazioni che non agevolano la compliance. I pazienti trascurano o abbandonano la cura per diversi fattori, alcuni dei quali di natura molto pratica, come il gusto poco gradevole delle formulazioni oleose o la difficoltà ad aprire i flaconcini. Più in generale, bisogna tenere in considerazione che la maggioranza dei pazienti in trattamento con la vitamina D ha già? in corso altre terapie per altre comorbidita? presenti, ed è noto che all'aumentare del numero di farmaci assunti corrisponde spesso un'importante riduzione dell'aderenza e della compliance al trattamento. Alla luce di questo, è fondamentale avere a disposizione soluzioni che possano semplificare e agevolare quanto piu? possibile i pazienti nella gestione della terapia e la nuova opzione in formato orodispersibile rappresenta un valido aiuto per ritrovare maggiore continuità e regolarità di assunzione, sia per la sua facilità e praticità d'uso, sia per le sue caratteristiche in termini di assorbimento e di palatabilità.
Il colecalciferolo in formulazione Odf presenta diversi vantaggi come la precisione di dosaggio, la rapida insorgenza d'azione, la praticita? rispetto alle forme di dosaggio convenzionali, il miglioramento dell'accettazione e dell'aderenza del paziente al trattamento, la sicurezza e l'efficacia in pazienti speciali «La nuova formulazione in film orodispersibile aromatizzato permette inoltre l'assunzione orale anche a chi ha difficoltà di deglutizione, e non interferendo con i processi digestivi svincola da attese pre e post pasto, a vantaggio della praticità d'uso», aggiunge Mario Sfrappini, presidente della Federazione italiana osteoporosi e malattie dello scheletro (Fedios). Oltre a questo, il nuovo farmaco si pone come una valida opzione terapeutica anche guardando alla sostenibilita? dei costi sanitari. È importante sapere valorizzare l'innovazione, specialmente quando queste offrono ai pazienti delle soluzioni efficaci, ma con benefici che vanno anche a vantaggio del sistema sanitario e quindi della collettività.
Chiara Romeo
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