Long-Covid: antivirale Paxlovid efficace contro la sindrome
La combinazione antivirale nirmatrelvir e ritonavir oltre che nel ridurre la gravità dell'infezione nella fase acuta, sarebbe efficace anche contro la sequela di sintomi, fino a 180 giorni dopo aver contratto il virus
L'antivirale contro il Covid-19 a base di nirmatrelvir e ritonavir è associato a una ridotta incidenza dei più comuni sintomi correlati al Long-Covid. È quanto mostra uno studio osservazionale, pubblicato sul sito medRxiv, che raccoglie ricerche che non sono state ancora sottoposte al normale processo di revisione tra pari.
La sindrome definita Long-COVID
Ad oggi, quasi 680 milioni di individui si sono ripresi dall'infezione del Covid-19, nel mondo. A seguito dell'infezione, però, possono persistere per mesi alcuni sintomi, una condizione ormai riconosciuta come Long Covid, che ha una prevalenza tra il 6 e il 54%; una variabilità dovuta a una non precisa codificazione della sindrome e alle varie popolazioni studiate. Il peso a livello globale del Long-Covid sta rapidamente aumentando, con possibili effetti negativi sull'assistenza sanitaria pubblica. I sintomi più comuni sono manifestazioni generali, tra cui astenia importante e persistente, che è il sintomo più frequentemente riportato, anoressia, debolezza muscolare e febbre dolori diffusi, come evidenzia l'Istituto Superiore di Sanità (ISS). E nonostante la gravità iniziale di Covid-19 sia uno dei fattori che contribuisce al successivo sviluppo del Long-Covid, anche le persone con un'infezione lieve soffrono di sequele disabilitanti, con la patofisiologia di questa sindrome che resta ancora poco chiara.
L'efficacia dell'antivirale contro i sintomi
Il farmaco a base di nirmatrelvir e ritonavir è un antivirale indicato per trattare a casa i casi da lievi a moderati di Covid-19, comprese le persone non vaccinate. Nello studio retrospettivo, i ricercatori hanno preso in considerazione 279.380 persone, di cui solo 1.004 hanno ricevuto l'antivirale entro cinque giorni dalla diagnosi e avevano dati di follow-up per essere inclusi nell'analisi. Dai risultati è emerso che tra i 90 e i 180 giorni dopo l'infezione, i sintomi del Long-Covid sono stati riportati dal il 27% dei pazienti che ricevevano l'antivirale, contro il 35% delle persone non trattate con il farmaco, con un odds ratio di 0,707 (IC 0,59 - 0,86, p <0,001). Inoltre, tra i 30 e i 180 giorni dopo la fase acuta, il 42% dei pazienti trattati con l'antivirale soffriva di sequele, contro il 48% di quelli non trattati, con un odds ratio di 0,8 (IC 95%, 0,67 - 0,96; p =0,01).
Sabina Mastrangelo
Fonte:
Report preliminare su medRxiv - Patel R. et al (2023) - doi: 10.1101/2023.04.05.23288196
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A cura di Cristoforo Zervos
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