Integratori multivitaminici, impatto su memoria e declino cognitivo degli anziani
Uno studio ha testato l'integrazione per 3 anni in over 60 che hanno ottenuto risultati significativamente migliori nei test di memoria già dal primo anno
Poche strategie si sono state dimostrate efficaci in studi clinici randomizzati per migliorare la memoria o rallentare il declino cognitivo tra gli anziani. Gli interventi nutrizionali possono svolgere sicuramente un ruolo importante poiché il cervello richiede diversi nutrienti per una salute ottimale e le carenze di uno o più di questi possono accelerare il declino cognitivo. Nel COcoa Supplement and Multivitamin Outcomes Study (COSMOS), i ricercatori del Brigham and Women's Hospital hanno condotto due studi clinici separati (COSMOS-Web e COSMOS-Mind), per testare l'integrazione multivitaminica sui cambiamenti nella funzione cognitiva.
Miglioramento della memoria
Lo studio COSMOS-Web, pubblicato da poco sul The American Journal of Clinical Nutrition, ha testato l'integrazione, per 3 anni, in più di 3.500 partecipanti, di età pari o superiore a 60 anni, che hanno completato ogni anno test della memoria e della cognizione basate sul web. Rispetto al gruppo placebo, i partecipanti randomizzati alla supplementazione multivitaminica hanno ottenuto risultati significativamente migliori nei test di memoria già dal primo anno, con benefici mantenuti durante i 3 anni di follow-up. I ricercatori hanno stimato che l'intervento multivitaminico ha diminuito la perdita di memoria, equivalente a 3,1 anni di riduzione rispetto al gruppo placebo.
Rallentamento del 60% dell'invecchiamento cognitivo globale
I risultati di COSMOS-Web, condotti in collaborazione tra la Brigham e la Columbia University, forniscono la conferma del COSMOS-Mind, uno studio pubblicato su Alzheimer's and Dementia nel settembre 2022, che ha testato 2.200 anziani per 3 anni. La ricerca ha dimostrato che l'assegnazione randomizzata a un integratore multivitaminico giornaliero era associata a un rallentamento del 60% dell'invecchiamento cognitivo globale rispetto al placebo, equivalente a 1,8 anni di riduzione del declino cognitivo.
Necessari ulteriori studi per confermare i risultati preliminari
Gli autori sottolineano che saranno necessarie ulteriori ricerche per identificare i nutrienti specifici che contribuiscono maggiormente a questo beneficio e i meccanismi sottostanti coinvolti e se i risultati sono generalizzabili a una popolazione di studio più diversificata.
Paolo Levantino Farmacista clinico e giornalista scientifico
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A cura di Redazione Farmacista33
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