medicina
22 Maggio 2024La Food and Drug Administration ha approvato negli Stati Uniti, un nuovo per auto-raccolta dei campioni per il virus del papillomavirus umano che potrebbe ampliare l’accesso e le opzioni di screening

La Food and Drug Administration (FDA), l’autorità americana di vigilanza sui farmaci, ha approvato negli Stati Uniti, un nuovo per auto-raccolta dei campioni per il virus del papillomavirus umano (HPV). Un passo significativo per ampliare l’accesso e le opzioni di screening, contribuendo così a eliminare il cancro del collo dell’utero.
Il test: ecco come funziona
È bene chiarire che il nuovo strumento, sviluppato da Roceh, non è un auto-test: la soluzione di auto-raccolta dell’HPV permetterà infatti alle persone di raccogliere autonomamente il proprio campione vaginale per lo screening dell’HPV all’interno di una struttura sanitaria. Successivamente, il campione verrà inviato a un laboratorio per l’analisi con il sistema molecolare cobas di Roche per essere processato. Chi riceverà un risultato positivo per l’HPV inizierà un percorso terapeutico con un professionista sanitario.
Questa nuova soluzione migliorerà l’accesso al test, offrendo alle donne la possibilità di raccogliere privatamente il proprio campione. Sono diversi fattori possono ostacolare la partecipazione ai programmi di screening del cancro del collo dell’utero, come l’accesso all’assistenza sanitaria, le barriere sociali ed economiche, la storia di esperienze traumatiche, preoccupazioni culturali e imbarazzo. L’auto-raccolta può ridurre queste barriere offrendo un’alternativa alle procedure di prelievo tradizionali, fornendo risultati accurati e affidabili che aiutano i medici a prendere decisioni informate sulla cura del paziente.
Nuove prospettive di screening
Lo screening per l’HPV è essenziale per identificare le donne a rischio di sviluppare il cancro al collo dell’utero, consentendo una diagnosi e un trattamento precoce della malattia.
Secondo il rapporto “Global Cancer Statistics 2020”, il tumore della cervice uterina è il quarto tumore più comune tra le donne. Ogni anno, circa 600.000 donne nel mondo ricevono una diagnosi di cancro del collo dell’utero; in Italia si contano circa 2.400 nuovi casi, pari all’1,3% di tutti i tumori diagnosticati nelle donne. Si stima che la maggior parte della popolazione mondiale entri in contatto con il virus HPV almeno una volta nella vita e che nel 90% dei casi il sistema immunitario riesca a debellare l’infezione entro pochi mesi. Sebbene la maggior parte delle infezioni da HPV e delle lesioni precancerose si risolvano spontaneamente, tutte le donne corrono il rischio che l’infezione da HPV diventi cronica e che le lesioni precancerose evolvano in tumore maligno della cervice.
“Con le vaccinazioni, gli strumenti diagnostici innovativi e i programmi di screening, l’obiettivo dell’OMS di eliminare il cancro al collo dell’utero entro il 2030 è a portata di mano” ha dichiarato Matt Sause, CEO di Roche Diagnostics. “La nostra soluzione per l’auto-raccolta dell’HPV contribuisce a sostenere questo obiettivo riducendo le barriere e fornendo l’accesso allo screening dell’HPV, consentendo alle persone di raccogliere privatamente il proprio campione per il test HPV
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