Aifa
26 Novembre 2024Sale dello 0,6% rispetto allo scorso anno lo scostamento dal tetto programmato della spesa dei farmaci acquistati direttamente dalle Regioni

Secondo i dati del Monitoraggio della spesa farmaceutica Nazionale e Regionale per il periodo gennaio-giugno 2024 pubblicato da Aifa, la spesa farmaceutica per acquisti diretti è stata pari a 7,687 miliardi, la convenzionata netta a carico Ssn è stata pari a 4.009,4 milioni di euro. Aifa spiega che l'andamento della spesa per acquisti diretti sente soprattutto della crescita di quella per i farmaci oncologici a uso ospedaliero
Nel primo semestre del 2024 la spesa farmaceutica per acquisti diretti, composta soprattutto da medicinali a dispensazione ospedaliera, è stata pari a 7,687 miliardi, pari all’11,59% del Fondo sanitario nazionale, in valori assoluti lo scostamento rispetto al tetto è di 2,181 miliardi.
Nello stesso periodo la spesa convenzionata netta a carico Ssn è stata pari a 4.009,4 milioni di euro, al netto di sconti, ticket regionali, compartecipazioni al prezzo di riferimento e del payback, in lieve aumento (+22,1 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per quanto riguarda la verifica del tetto, la spesa farmaceutica convenzionata, ossia per i medicinali distribuiti dalle farmacie, si attesta a 296 milioni al di sotto, al netto del pay-back cresce dello 0,6% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno, per affetto, spiega Aifa, anche del nuovo criterio di remunerazione delle farmacie introdotto dalla Finanziaria 2024.
I consumi, espressi in numero di ricette (294,2 milioni), sono cresciuti dell’1,5% rispetto al 2023, così come l’incidenza del ticket totale (+1,4%). Anche le dosi giornaliere dispensate sono aumentate del 0,5%, equivalenti a 59,2 milioni in più rispetto all'anno precedente. La spesa per i farmaci innovativi sale del 20,9% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno, attestandosi a 502 milioni, mentre cala del 9,9% la spesa per i medicinali di fascia C acquistati dalle Regioni, pari in valore assoluto a 389 milioni.
È invece pari a 545 milioni la quota di compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini per il pagamento del differenziale di prezzo tra i meno costosi medicinali generici e gli originator.
“L’andamento della spesa per acquisti diretti non deve sorprendere, visto che già lo scorso anno nel primo semestre si era registrato uno scostamento del 10,88% rispetto al tetto di spesa programmato, inferiore di appena lo 0,6% rispetto a quello registratosi in questa prima metà dell’anno”, commenta il Presidente dell’AIFA, Robert Nisticò. “L’incremento di spesa, come nei precedenti monitoraggi, risente soprattutto della crescita di quella per i farmaci oncologici a uso ospedaliero. L’AIFA - prosegue Nisticò - utilizza tutti gli strumenti a sua disposizione per il controllo della spesa, a cominciare dalla contrattazione dei prezzi, tra i più bassi d’Europa, per finire con le complesse procedure di ripiano in base al meccanismo del pay-back, che porteranno quest’anno nelle casse dello Stato circa 2 miliardi di euro. Ma è chiaro che la spesa per gli acquisti diretti è condizionata anche dall’assegnazione dei budget nelle singole aziende ospedaliere e dai controlli sulle prescrizioni”.
“Quello a cui stiamo assistendo in Italia - afferma Nisticò - è un andamento che non si discosta dalla crescita registrata in tutti i Paesi avanzati, perché la ricerca corre veloce ma ha un costo. Così come incide l’invecchiamento della popolazione che va di pari passo con l’accrescimento dei bisogni assistenziali. Ciò non toglie - conclude il Presidente - che come dimostrano i dati del nostro Rapporto OsMed, da poco pubblicato, ci sia ancora da lavorare in termini di appropriatezza e aderenza alle terapie”.
Fonte:
https://www.aifa.gov.it/documents/20142/2505785/Monitoraggio_Spesa_gennaio-giugno-2024.pdf
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