Operazione antidoping, Nas Palermo: usati anche farmaci veterinari
Operazione antidoping a Palermo nel mondo del bodybuilding e delle palestre: base operativa un negozio di integratori alimentari del palermitano. Tra i farmaci somministrati anche uno a uso veterinario
Terza operazione antidoping in pochi giorni, questa volta a Palermo, sempre nel mondo del bodybuilding e delle palestre ha permesso di smantellare un vero e proprio "ambulatorio del doping" che aveva come base operativa e di copertura due palestre e un negozio di integratori alimentari del palermitano. Tra i farmaci somministrati anche uno a uso veterinario. I Carabinieri del Nas con il supporto operativo del Comando provinciale di Palermo hanno notificato quattro ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari aquattro persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione e commercio di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive, al fine di alterare le prestazioni agonistiche di atleti gravitanti nel mondo del bodybuilding e delle palestre. Altre perquisizioni domiciliarihanno raggiunto 21 persone di cui 16 indagate, a vario titolo, per gli stessi reati, e 6 sono ritenuti responsabili di esercizio abusivo della professione sanitaria, in quanto dispensavano terapie mediche e piani nutrizionali, somministrando anche farmaci per curare gli effetti collaterali provocati dalle sostanze dopanti.
Anabolizzanti e farmaci per effetti collaterali
L'indagine è scaturita da un controllo eseguito nel 2016 dagli ispettori investigativi antidoping del Nas di Palermo su un atleta, risultato poi positivo, di una gara ciclisticalocale. L'attività investigativa, realizzata con servizi di osservazione, controllo e pedinamento, intercettazioni telefoniche e ambientali, ha permesso di risalire all'organizzazione criminosa, illustrata dai Nas: "un'intensa e ben avviata associazione dedita al commercio di sostanze anabolizzanti finalizzato ad alterare le prestazioni agonistiche degli atleti. Tra i farmaci e le sostanze maggiormente spacciati vi erano Winstrol, Proviron, Testovis, Sustanon, Gonasi eMonores, nonché trenbolone e nandrolone (quest'ultima sostanza, oltre che ad effetto dopante, è anche ad effetto stupefacente). Gli anabolizzanti venivano venduti al dettaglio o spediti nascosti all'interno di plichi veicolati da corrieri per consegne in città e in altre località dell'Italia. Si ipotizza che il volume di affari dell'organizzazione si aggirasse sui 300.000 euro annui circa, tenuto conto dei numerosi episodi di vendita documentati, del numero delle transazioni post-pay accertate e del monitoraggio dei pacchi spediti". Una delle palestre serviva da "ambulatorio" per la somministrazione intramuscolo o sottocutanea delle sostanze e con tanto di infermiere per le flebo per la somministrazione di sostanze per via endovenosa. In un caso, per raggiungere l'aumento della massa muscolare nel minor tempo possibile, è stato accertato l'utilizzo, da parte di un atleta di un farmaco veterinario a base di stanozololo (Stargate) normalmente utilizzato per il potenziamento muscolare e scheletrico di cani e gatti. Sono stati accertati casi di stati patologici derivanti dall'uso di sostanze anabolizzanti: ginecomastia, disturbi tiroidei, improvvisi aumenti della pressione arteriosa, tachicardia, acne in forma severa e disturbi dell'apparato genitale. A tal proposito, senza averne la benché minima competenza medica, i soggetti arrestati commercializzavano, consigliandone l'uso, anche specialità farmaceutiche per combattere tali patologie, ad esempio: farmaci per la cura della ginecomastia (Arimidex e Novaldex) e un disintossicante epatico da assumere dopo i cicli di anabolizzanti (Tad 600).
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A cura di Redazione Farmacista33
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