Mascherine, sì a vendita con etichetta in lingua Ue diversa da italiano. Stop a sanzioni ai farmacisti
È possibile vendere al pubblico mascherine chirurgiche e facciali filtranti Ffp2 e Ffp3 anche se l'etichetta non è scritta in italiano ma nella lingua di un altro Stato Ue
È possibile vendere al pubblico mascherine chirurgiche e facciali filtranti Ffp2 e Ffp3, anche se l'etichetta non è scritta in italiano, ma in lingua di un altro Stato dell'Unione Europea. Lo prevede l'Ordinanza del 26 aprile 2020 del Ministro della Salute ed è "un importante chiarimento che dovrebbe porre fine a numerose contestazioni rivolte ai farmacisti". A sottolinearlo è una circolare di Federfarma che propone una disamina delle novità introdotte dal provvedimento ministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 109 del 28 aprile 2020.
Chiarimento dovrebbe porre fine a contestazioni ai farmacisti
Il testo introduce ulteriori misure per la gestione dell'emergenza Covid-19 con particolare riferimento alle procedure per l'importazione, non per finalità commerciali, di beni necessari a fronteggiare l'emergenza, nonché per l'importazione ai fini dell'immissione sul mercato di dispositivi medici. E in particolare, viene evidenziata la lettura che fa il sindacato del comma 4 dell'articolo 1: "Laddove viene previsto che in relazione all'importazione di mascherine chirurgiche e facciali filtranti Ffp2 e Ffp3, non costituisce impedimento al rilascio del nulla osta sanitario da parte dell'Usmaf, né all'immissione in commercio, la circostanza che l'etichetta sia scritta in una delle lingue dell'Unione europea diversa rispetto alla lingua italiana. In base a questa disposizione ne segue che è "possibile cedere al pubblico le mascherine sopra indicate, anche qualora l'etichetta non sia scritta in italiano, ma rechi la lingua di un altro Stato dell'Unione europea. Si tratta di un importante chiarimento che dovrebbe porre fine a numerose contestazioni rivolte ai farmacisti". Sono previste, inoltre, misure per semplificare e razionalizzare alcune procedure di importazione, in particolare per finalità non commerciali, di dispositivi medici. Tra le altre, il provvedimento ha attribuito, per la durata dell'emergenza, al competente Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf) il rilascio del nulla osta sanitario, per l'importazione, priva di finalità commerciali, dei beni mobili, compresi strumenti e apparecchi sanitari e dispositivi di ventilazione, occorrenti per fronteggiare l'emergenza in corso, destinati a enti pubblici e strutture sanitarie, nonché per l'importazione, ai fini dell'immissione sul mercato, di dispositivi medici dello stesso tipo.
I primi risultati del progetto di medication review dell'Università di Verona mostrano la rivalutazione di circa 4farmaci per paziente e un risparmio stimato di 60 mila euro l'anno ogni 100 persone...
Diversi studi presentati al congresso dell’American Society of Clinical Oncology suggeriscono una possibile associazione tra l’uso dei farmaci agonisti del GLP-1 e una riduzione del rischio di...
Uno studio di coorte ha rilevato un'associazione tra l'uso degli agonisti del recettore del GLP-1 e un aumento del rischio di nuovi disturbi dell'olfatto e del gusto. Il rischio assoluto, dicono gli...
Sono in Gazzetta Ufficiale le determine Aifa che aggiornano le Note 39, 74, 97 e 99. Le modifiche riguardano la prescrizione dell'ormone della crescita, la procreazione medicalmente assistita, gli...
A cura di Redazione Farmacista33
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
Un consenso internazionale propone di sostituire l'acronimo PCOS con PMOS per descrivere in modo più accurato una patologia multisistemica. L'obiettivo è favorire una diagnosi più appropriata, una...