Report Ocse sulla sanità territoriale, Mandelli: in linea con nostra farmacia dei servizi
Mandelli (Fofi) sul documento dell'Ocse sull'assistenza territoriale: "riassume efficacemente che l'ospedale deve farsi carico della complessità mentre i pazienti devono essere presi in carico sul territorio"
«Il documento dell'Ocse che affronta il tema dell'assistenza territoriale, il suo valore dal punto di vista dei risultati e dell'ottimizzazione dell'impiego delle risorse, riassume molto efficacemente quanto la letteratura scientifica ha dimostrato in almeno un ventennio e cioè che l'ospedale deve farsi carico della complessità e dell'acuzie, mentre i pazienti affetti da malattie croniche, se stabilizzati, devono essere presi in carico sul territorio». Il presidente della Fofi Andrea Mandelli ribadisce le sue convinzioni commentando, in una nota ufficiale, un report da poco pubblicato dall'Ocse, dal titolo Realising the Potential of Primary Health Care.
Report in linea con il modello della farmacia dei servizi
«Non a caso», prosegue Mandelli, «l'Ocse riporta come esempi di patologie cui si deve una quota rilevante di ricoveri impropri asma e Bpco, diabete e ipertensione. È su queste evidenze scientifiche che la Fofi ha proposto e avviato alla sperimentazione il modello della farmacia dei servizi. Un modello di presidio polifunzionale che un altro rapporto, quello dello scorso anno del Pgeu - l'associazione dei farmacisti di comunità europei - ha indicato come una delle proposte più importanti in tema di assistenza territoriale e collaborazione interprofessionale». Qualsiasi eventuale riforma - ragiona Mandelli - richiederebbe nuovi investimenti ma l'Italia non parte certo da zero, «perché conta sulla presenza capillare di farmacisti di comunità, medici di medicina generale e infermieri. Quella che manca è l'interconnessione di queste reti e la possibilità di operare sulla base di protocolli condivisi, senza invasioni di campo ma mettendo al centro il paziente». In conclusione, la manifestazione di fiducia nei confronti del ministro della Salute, Speranza, consapevole anch'egli della «necessità di intervenire rapidamente per potenziare la prima linea del Ssn, soprattutto sulla base dei dolorosi insegnamenti di questa pandemia».
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A cura di Redazione Farmacista33
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