Rinnovo Ccnl, Sinasfa: una tantum e aumento stipendio, proposta economica non sufficiente
Continua il dibattito sulla ipotesi di rinnovo del contratto nazionale dei farmacisti. In particolare dal Sinasfa vengono segnalate le difficoltà economiche dei dipendenti di farmacia
Continua il dibattito sulla ipotesi di rinnovo del contratto nazionale dei farmacisti. In particolare, dal Sinasfa vengono segnalate le difficoltà economiche dei dipendenti di farmacia, alla luce di una proposta economica, ritenuta dopo nove anni dalla scadenza del contratto, non sufficiente.
Una tantum non erogata
Il sindacato dei farmacisti non titolari torna sui due aspetti considerati più critici: "Adesso è sicuro, - scrive in una nota - l'aumento proposto è di 80 euro lordi e non ci sarà erogata l'una tantum. Per darvi un'idea, l'una tantum nello scorso rinnovo del CCNL fu di 850,00€ per il primo livello e di 955,91 per il primo livello super. Le cifre si evincono dalla tabella economica del 14/11/2011 ad integrazione del contratto firmato il 26 maggio del 2009 e l'una tantum, se interpretiamo bene, riferita ad una vacanza contrattuale di cinque anni in riferimento al Ccnl scaduto nel 2006. Questa è una erogazione salariale di natura risarcitoria utile a colmare il danno subito dal lavoratore a causa del ritardo del rinnovo del contratto ed è riconosciuta a tutti i lavoratori sia part time che full time. La concessione o meno dell'una tantum dipende dall'accordo tra le parti sedute al tavolo della trattativa". Per il Sinasfa è "innegabile il danno economico irreversibile ed irrecuperabile sullo stipendio che in futuro si rifletterà anche sulle nostre pensioni".
Aumento, Sinasfa: 80 euro sono nulla
E poi c'è l'aspetto dell'aumento, per il Sinasfa "80 euro sono il nulla assoluto anche in previsione degli aumenti annunciati in tanti settori che influiranno enormemente sul nostro potere d'acquisto". Infine, i vaccini antinfluenzale che per la stagione in arrivo saranno somministrati in farmacia: Sinasfa lancia un sondaggio sui social sulla disponibilità dei farmacisti di somministrare i vaccini antinfluenzali, sottolineando che "i vaccini per l'influenza non rientrano in nessuna emergenza sanitaria e non è previsto al momento nessun scudo penale".
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A cura di Redazione Farmacista33
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