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16 Marzo 2023

Riforma fiscale e nuova Irpef: le ricadute possibili per stipendi e dipendenti


Il governo accelera sulla delega fiscale da portare in Parlamento: tra i punti salienti la riduzione a tre scaglioni dell'Irpef, graduale eliminazione dell'Irap e interventi su Iva e agevolazioni fiscali


Il passaggio da 4 a 3 scaglioni Irpef, una graduale eliminazione dell'Irap, Ires a due aliquote, riordino dell'Iva, revisione delle agevolazioni fiscali. Sono queste alcune delle proposte della riforma fiscale al centro del confronto tra Governo e parti sociali e attesa al Consiglio dei ministri. Misure che dovrebbero portare all'obiettivo di semplificare gli adempimenti, ma su cui restano nodi aperti.

Riforma fiscale e legge delega: Governo accelera ma restano nodi aperti

Continua il confronto tra Governo e parti sociali sulla riforma fiscale e non mancano le voci contrarie. L'intenzione del Governo è di accelerare sulla riforma e la bozza della legge delega potrebbe approdare sul tavolo del Consiglio dei ministri di domani ma, in ogni caso, si punta a una approvazione in Parlamento che sia rapida, possibilmente entro maggio. Il Governo, comunque, assicura «la massima apertura al dialogo e al confronto» durante tutto l'iter parlamentare e anche per la definizione dei successivi decreti attuativi, con due anni a disposizione per dare corpo alle riforme. «La volontà del Governo», è la nota di ieri, «è di arrivare a una riforma il più possibile concreta e condivisa», con l'intento di «semplificare gli adempimenti, favorire la collaborazione con il fisco e incentivare il rientro dei capitali».

Proposte sull'Irpef: ecco le ricadute in base ai redditi

Tra i nodi del confronto ci sono, in particolare, le proposte relative all'Irpef: nella bozza circolata sinora si fa riferimento a una sua "revisione" e "graduale riduzione", nella prospettiva di arrivare a un sistema con "aliquota impositiva unica" di cui si era parlato in campagna elettorale. Il confronto interno al Governo è aperto e, per le fasi iniziali, l'idea più volte rilanciata dal vice ministro dell'Economia Maurizio Leo è di passare da 4 a 3 scaglioni. Le ipotesi in questa direzione sono per aliquote al 23%, 27% e 43% (costo stimato sei miliardi di euro) oppure al 23%, 33% e 43% (costo stimato 10 miliardi di euro). Le risorse potrebbero arrivare, almeno in parte, dalla revisione delle agevolazioni, con una forfetizzazione in base ai redditi che dovrebbe lasciare intatte quelle sui mutui e sulle spese sanitarie.
In sostanza, oggi, si prevede un prelievo del 23% per i redditi fino a 15mila euro, del 25% per quelli compresi tra 15 e 28mila, del 35% per chi è tra i 28mila e i 50mila e del 43% per chi va oltre i 50mila. Con la prima ipotesi di riforma, il primo scaglione, al 23%, verrebbe applicato ai redditi fino a 28mila euro; il secondo, al 33%, ai redditi fino a 50mila euro; e l'ultimo, al 43%, a chi supera i 50mila euro.
Secondo le stime effettuate dal Corriere della Sera di ieri, chi guadagna 20mila euro andrebbe a pagare 4.600 euro di Irpef, a fronte dei 4.700 attuali. Un contribuente con reddito da 35mila euro vedrebbe gli attuali 9.150 euro di prelievo scendere a 8750. Chi ha uno stipendio di 50mila euro, invece che versare 14.400 euro, ne verserebbe 13.700.
Per quanto riguarda la seconda ipotesi, consigliata dalla Ragioneria dello Stato, verrebbero a ricadere sotto l'aliquota del 27% i redditi compresi tra i 15mila e i 50mila euro. Secondo le stime, i lavoratori che ne beneficerebbero maggiormente sarebbero quelli che oggi pagano il 33%, compresi tra i 28mila e i 50mila euro. Ma chi, oggi, ha un reddito tra i 15 e i 28mila, vedrebbe passare la tassazione dal 25% al 27%.

Le altre misure: revisioni delle agevolazioni fiscali e Iva

Tra le altre misure di cui si sta discutendo c'è la riduzione dell'Imposta sui redditi delle società (Ires). Secondo quanto riferiscono le agenzie, si potrebbe passare a due aliquote Ires, con una riduzione per i redditi destinati a investimenti e nuova occupazione a cui corrisponderà la razionalizzazione o eliminazione degli attuali crediti d'imposta.
Poi si parla anche del graduale superamento dell'Irap (a partire delle piccole società), condiviso da tutti. Commercianti e consumatori guardano invece soprattutto alla riorganizzazione delle aliquote Iva. La delega non esplicita in cosa consista ma il vice ministro Leo ha parlato di possibilità di aliquota zero per pane, pasta o latte. Nel provvedimento c'è anche «una revisione delle agevolazioni fiscali, riduzione del contenzioso tra amministrazione e contribuenti e attrazione dei capitali esteri».

Francesca Giani

TAG: TASSE, TASSA SUL REDDITO, PARLAMENTO

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