Dieta vegetariana e microbiota intestinale, alleati per una buona salute
Nutrizione, secondo gli esperti una dieta ricca di alimenti vegetali aumenta la stabilità e la varietà dei gruppi di batteri che costituiscono il microbiota intestinale umano
Una dieta ricca di alimenti vegetali esercita effetti benefici per la salute, soprattutto perché aumenta la stabilità e la varietà dei gruppi di batteri che costituiscono il "microbiota umano" cioè l'insieme dei microrganismi rappresentati da batteri, virus, funghi, protozoi e archeobatteri, presenti in ciascun individuo. È quanto affermano Giovanni De Pergola e Carmen Di Noia, specialisti dell'Ambulatorio di Nutrizione clinica, Uoc di Oncologia medica, Dipartimento di Medicina interna e Oncologia umana (Dimo), Università degli studi Aldo Moro Policlinico di Bari, in un articolo comparso su Doctor33.it. «Il microbiota intestinale è rappresentato da oltre 1000 specie, che appartengono prevalentemente a due tipi, Bacteroides e Firmicutes» spiegano gli esperti. E precisano che i generi più comunemente presenti sono Bacteroides, Prevotella, Bifidobacterium, Eubacterium, Clostridium, Streptococcus ed Enterobacteriaceae, ma le «le tipologie principali di batteri intestinali sono tre: il genere Prevotella (considerato antinfiammatorio e in generale protettivo), il genere Bacteroides (meno protettivo) e il genere Ruminococco, il cui ruolo biologico dipende dal target indagato».
Le recenti tecniche di laboratorio hanno rilevato nuove funzioni del microbiota intestinale umano sulla salute dell'individuo, aggiungono gli specialisti. In particolare, «uno squilibrio del microbiota intestinale è stato associato a patologie gastro-intestinali (quali reflusso gastro-esofageo, ulcera peptica, sindrome dell'intestino irritabile, steatosi epatica non-alcolica - Nafld - e patologie infiammatorie intestinali) e a patologie sistemiche (quali obesità, aterosclerosi, diabete di tipo 2, cancro, malattia di Alzheimer, malattia di Parkinson, sclerosi laterale amiotrofica, autismo e atopia. Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato un profondo effetto del microbiota intestinale umano sui geni e sulle cellule dell'ospite, tale da definirlo come vero e proprio "organo"». Gli esperti, inoltre, riportano che «la composizione del microbiota intestinale è differente tra i soggetti onnivori e quelli che seguono un modello di alimentazione vegetariana o vegana, con differenze soltanto marginali tra questi ultimi due». Le modifiche della composizione del microbiota indotte dalla dieta potrebbero essere dovute a differenze nel tipo di substrati consumati, a variazioni del tempo di transito gastrointestinale, del pH, delle secrezioni dell'intestino o della regolazione dell'espressione dei geni delle cellule dell'ospite e dello stesso microbiota. «Una dieta ricca in alimenti vegetali esercita effetti benefici per la salute, soprattutto perché aumenta la stabilità e la varietà dei gruppi di batteri» In particolare, «è stato evidenziato che vegani e vegetariani presentano un maggior numero di Prevotella rispetto agli onnivori, mentre una significativa presenza di Bacteroides e Clostridium correla con il consumo di acidi grassi saturi e proteine animali. Le fibre, che notoriamente sono carboidrati non digeribili presenti negli alimenti vegetali, aumentano in maniera significativa il numero dei batteri delle specie che producono acido lattico, come il Ruminococco, l'Eubacterium Rectale e la Roseburia, mentre riducono il Clostridium e l'Enterococco. I polifenoli, di cui sono ricchi i vegetali, aumentano i Bifidobatteri e i Lattobacilli, che esercitano un'azione antiinfiammatoria e preventiva, soprattutto sul rischio cardio-vascolare».
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A cura di Redazione Farmacista33
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