Degenerazione maculare: integratori antiossidanti rallentano la progressione
Gli antiossidanti attivi sulla retina, luteina e zeaxantina, possono ridurre del 26% il rischio di progressione della degenerazione maculare legata all'età
L'assunzione degli antiossidanti luteina e zeaxantina può ridurre del 26% il rischio di progressione della degenerazione maculare legata all'età (DMLE), o AMD (age-related macular degeneration). Il risultato arriva da uno studio che è durato dieci anni, Age-Related Eye Diseases Study 2 (AREDS2), preceduto dallo studio AREDS, condotto da ricercatori dei National Institutes of Health americani, coordinati da Emily Chew. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su JAMA Ophthalmology.
Dalla degenerazione della macula alla cecità
La degenerazione maculare legata all'età è una malattia degenerativa della retina causata dalla morte progressiva delle cellule della macula, la porzione centrale della retina che determina una visione centrale chiara. Si tratta della prima causa di cecità e ipovisione nel mondo occidentale e colpisce principalmente le persone dai 65 anni in su. In Italia, si stima che colpisca circa un milione di individui, di cui 200-300mila con forma avanzata della malattia. Questa patologia oculare, inoltre, è quasi sempre progressiva e colpisce entrambi gli occhi, anche ad intervalli di tempo variabili. A causarla sono implicati i fenomeni di invecchiamento e la produzione di radicali liberi, che danneggiano i fotorecettori, anche se la causa certa non è stata ancora identificata e si ipotizza il ruolo anche di fattori genetici ed ambientali. Il trattamento può rallentare la progressione della perdita della vista, anche se non è disponibile alcuna cura definitiva per la DMLE.
Azione antiossidante rallenta la progressione
Il primo studio AREDS, avviato nel 1996, ha mostrato che un integratore a base di vitamina C, vitamina E, rame, zinco e beta-carotene, rallentava in modo significativo la progressione della DMLE. Nel frattempo, però, alcune ricerche avrebbero evidenziato che l'assunzione di beta-carotene tra chi fuma determinerebbe un aumento del rischio di tumore del polmone. Questo ha portato i ricercatori dei NHI americani a sostituire il beta-carotene con luteina e zeaxantina, due antiossidanti attivi a livello della retina, in modo da avere una formulazione adatta a tutti, fumatori e non. Dopo i primi cinque anni di studio AREDS2, Chew e colleghi hanno concluso che l'integratore con luteina e zeaxantina determina una riduzione del rischio di progressione della DMLE di circa il 26%. I due antiossidanti, inoltre, non aumentavano il rischio di tumore del polmone tra i fumatori. Nel nuovo report, poi, il team ha seguito 3.883 partecipanti che assumevano tutti l'integratore con luteina e zeaxantina, per ulteriori cinque anni. I dati raccolti hanno evidenziato, per chi aveva iniziato ad assumere l'integratore con la formulazione con i due antiossidanti da dieci anni, che c'era una riduzione aggiuntiva del rischio di progressione a una forma avanzata di DMLE del 20% rispetto a chi aveva assunto, inizialmente, la formulazione originaria dell'integratore.
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A cura di Redazione Farmacista33
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