Cheratosi attinica. Aifa aggiorna Nota 95 su limiti e prescrivibilità di farmaci
Dal 2 luglio è stata aggiornata la nota 95 per la prescrivibilità di farmaci per cheratosi attinica. Ecco le novità e i farmaci interessati
È stata aggiornata la Nota 95, in vigore dal 2 luglio, relativa alla "prescrizione a carico del SSN dei farmaci topici per la cheratosi attinica, limitata a pazienti adulti immunocompetenti con lesioni multiple in numero maggiore o uguale a 6" includendo il diclofenac Diclofenac 3% in ialuronato di sodio utilizzabile anche su viso e/o cuoio capelluto. L'aggiornamento definito dalla Determina Aifa del 23 giugno, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è stato segnalato da Federfarma Roma.
I farmaci e limiti per la prescrizione
I farmaci che possono essere prescritti con la Nota 95 per la cheratosi attinica (AK) "limitata a pazienti adulti immunocompetenti con lesioni multiple in numero maggiore o uguale a 6", si legge nell'allegato, sono:
Per localizzazioni al viso e/o al cuoio capelluto 1) Diclofenac 3% in ialuronato di sodio 2) 5-Fluorouracile/Acido salicilico 3) Imiquimod 3,75% 4) 5-Fluorouracile 4% 5) tirbanibulina10 mg/g
Per localizzazioni anche al tronco e/o alle estremità - Diclofenac 3% in ialuronato di sodio
Per il trattamento delle localizzazioni a viso e cuoio capelluto sono specificate le indicazioni in relazione ai prodotti menzionati: "1. Esclusivamente per lesioni con Olsen di grado I/II localizzate al viso e/o cuoio capelluto calvo in pazienti immunocompetenti 2. Lesioni visibili o palpabili dal punto di vista clinico al viso e al cuoio capelluto calvo in pazienti immunocompetenti quando altre opzioni terapeutiche topiche sono controindicate o meno appropriate. 3. Lesioni con Olsen di grado I/II localizzate al viso, alle orecchie e/o al cuoio capelluto. 4. Esclusivamente per lesioni con Olsen di grado I del viso o del cuoio capelluto. La scelta di iniziare un trattamento farmacologico in alternativa ad un trattamento fisico (crioterapia e curettage) dovrà tener conto della possibilità di una corretta somministrazione e gestione degli eventi avversi. I Pazienti per ogni trattamento scelto dovranno essere edotti dei benefici e dei rischi".
Cheratosi attiniche: cosa sono e perché è bene trattarle
Dall'allegato del documento le AK si presentano clinicamente come piccole macchie, papule o placche desquamanti ed eritematose in aree di cute foto-danneggiata e in zone che spesso sono fotoesposte (viso, dorso delle mani, tronco, e soprattutto cuoio capelluto dei soggetti calvi). L'incidenza è in aumento in relazione sia all'allungamento della vita sia alle abitudini che portano a una maggiore esposizione solare. Le lesioni derivano dall'accumulo dei danni indotti dagli UV (infiammazione, alterazioni del ciclo cellulare, mutagenesi, alterazioni della capacità di riparo del DNA, immuno-soppressione locale) e insorgono su aree foto-danneggiate. Possono essere uniche e ben definite o multiple e la diagnosi è in genere clinica, raramente viene eseguito un esame istologico. Le AK sono considerate forme iniziali di carcinomi squamo-cellulari (SCC), un processo di carcinogenesi in più fasi. Nei soggetti con lesioni multiple l'incidenza di SCC è significativamente aumentata (da 8 a 11 volte più frequente nei soggetti con più di 10 lesioni). Sebbene il rischio di evoluzione verso un SCC sia relativamente basso per ogni singola manifestazione di AK, gli studi istologici dimostrano che il 60-80% dei SCC origina proprio da una AK. Di conseguenza il trattamento precoce della cheratosi attinica è considerato fondamentale.
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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