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16 Maggio 2025Sono state pubblicate dai maggiori esperti italiani e internazionali nuove indicazioni complete e aggiornate per il trattamento farmacologico della patologia emicranica

Il trattamento farmacologico dell’emicrania ha compiuto un salto evolutivo negli ultimi anni, affiancando alla terapia sintomatica una crescente possibilità di prevenzione. FANS, gepanti, ditani, anticorpi monoclonali, tossina botulinica sono oggi le opzioni disponibili e per la prima volta arrivano linee guida internazionali condivise con raccomandazioni precise per l’uso dei farmaci più recenti. Le linee guida promuovono un approccio terapeutico integrato, che include anche interventi non farmacologici come l’attività fisica adattata, la stimolazione cerebrale non invasiva e le tecniche di rilassamento e mindfulness, soprattutto per le forme resistenti. A firmale sono la Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC) e l’International Headache Society (IHS).
Le linee guida sono state pubblicate pochi giorni fa sulla rivista scientifica Cephalalgia in due documenti: il primo presenta il metodo di valutazione e l’analisi delle evidenze cliniche sull’emicrania. Il secondo contiene le raccomandazioni finali, per l’utilizzo quotidiano da parte degli specialisti e dei medici di medicina generale. Il progetto è nato dapprima per iniziativa della SISC, e successivamente ha coinvolto la IHS, la più autorevole società scientifica mondiale nel campo delle cefalee.
“Disporre di linee guida costruite con criteri rigorosi e condivisi a livello internazionale consentirà ora ai medici di orientarsi tra le molte opzioni terapeutiche disponibili, scegliendo in modo consapevole il farmaco più sicuro ed efficace – afferma Marina de Tommaso, presidente della SISC, Neurologa e Professoressa Ordinaria all’Università di Bari – È anche un potente strumento di riferimento per le istituzioni sanitarie, affinché possano garantire l’accesso in rimborsabilità alle cure migliori”.
“Questo lavoro, che ha coinvolto i maggiori esperti italiani e internazionali nel campo dell’emicrania, è il risultato di molti mesi di impegno scientifico e collaborazione internazionale – dichiara la prof.ssa Simona Sacco, Ordinaria di Neurologia dell’Università dell’Aquila, che ha coordinato l’elaborazione delle linee guida – Offriamo ora alla comunità medica uno strumento pratico e aggiornato per migliorare la qualità delle cure offerte ai pazienti”.
L’emicrania colpisce a livello mondiale il 14% della popolazione – solo in Italia oltre 8 milioni di persone – di cui due su tre sono donne. La premessa delle nuove linee guida è che l’emicrania non è soltanto mal di testa ma una patologia: una sindrome neurologica complessa che coinvolge nervi, neurotrasmettitori, vasi sanguigni cerebrali. Una scoperta relativamente recente che ha spiegato perché i Fans sono efficaci ma solo parzialmente: agiscono in modo non specifico attenuando lo stato infiammatorio generale e quindi anche delle strutture nervose e vascolari all’origine del dolore. Grazie alle attuali informazioni sui meccanismi di dell’emicrania, i farmaci a disposizione sono diventati sempre più numerosi con i primi farmaci specifici che agivano sul meccanismo del dolore. Successivamente sono apparsi i ditani, più specifici e con meno effetti collaterali, e poi i gepanti, tutti aventi come bersaglio il principale responsabile del dolore emicranico: il CGRP, peptide legato alla vasodilatazione che interviene nella trasmissione del dolore.
Più di recente sono arrivati gli anticorpi monoclonali in grado di prevenire gli attacchi: tre molecole che bloccano il CGRP e una il suo recettore. Oggi anche la tossina botulinica si è dimostrata efficace nella terapia dell’emicrania cronica grazie all’azione specifica sui terminali nervosi che producono il CGRP.
“Non possiamo dire che l’emicrania oggi sia davvero eliminabile sempre e in tutti i pazienti – dice il prof. Innocenzo Rainero, Ordinario di Neurologia presso l’Università di Torino e Presidente Eletto SISC – ma con quello che sappiamo e le nuove armi terapeutiche, abbiamo ridotto di molto il numero di attacchi e la loro intensità nella maggior parte dei pazienti, per i quali può nettamente migliorare la qualità di vita. L’automedicazione episodica va bene, ma quando l’emicrania persiste ed è frequente, diciamo oltre i cinque attacchi al mese, occorre rivolgersi al neurologo di riferimento, ovvero ai Centri Cefalee nei casi di cronicità o provata refrattarietà. In Italia esistono 75 Centri Cefalee accreditati da SISC dislocati su tutto il territorio nazionale”.
SISC e SIN (Società Italiana di Neurologia) hanno contribuito alla revisione dei criteri di prescrivibilità dei farmaci previsti dall’Agenzia Italiana del Farmaco e l’ultima ha eliminato il precedente obbligo di sospensione dopo un anno di trattamento con questi farmaci e ha reso possibile associarli alla tossina botulinica nei pazienti con emicrania cronica, aprendo così a un approccio terapeutico più flessibile e personalizzato.
Importante anche lo sviluppo delle terapie non farmacologiche. “L’attività fisica adattata, la stimolazione cerebrale non invasiva e le tecniche di rilassamento e mindfulness, sono ottimi supporti nel trattamento delle forme croniche farmaco resistenti e per le quali auspichiamo una maggiore attenzione da parte del Servizio Sanitario Nazionale, grazie anche ad una ulteriore revisione delle evidenze di efficacia attualmente disponibili” conclude la prof.ssa de Tommaso.
Fonte
Evidence-based guidelines for the pharmacological treatment of migraine
https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/03331024241305381
Evidence-based guidelines for the pharmacological treatment of migraine, summary version
https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/03331024251321500
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