veterinaria
23 Giugno 2025La FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) chiede due azioni fondamentali per rendere accessibile ed efficace la terapia della FIP (Peritonite Infettiva Felina) in Italia: cambiare regime di fornitura di remdesivir e l'approvazione di GS-441524, disponibile in formulazioni orali

Nonostante la formale autorizzazione dell’uso in deroga del remdesivir a uso umano per il solo trattamento della FIP nei gatti (Feline Infectious Peritonitis) — prescrivibile tramite ricetta elettronica veterinaria (REV) – i veterinari chiedono una modifica formale del regime prescrittivo, affinché i medici veterinari possano prescrivere e gestire il farmaco, ma anche la registrazione del GS-441524, già autorizzato in diversi Paesi e disponibile in formulazioni orali (compresse o sciroppo), facile da somministrare, sicuro e molto più accessibile economicamente. La richiesta arriva dalla Fnovi che ha accolto con soddisfazione la notizia sulla deroga ma segnala che permangono criticità operative, di costi ma anche il rischio che i proprietari si rivolgano a canali non ufficiali.
La Fip è una malattia purtroppo fatale in circa il 96% dei casi non trattati, è causata dal Coronavirus Felino (FCoV), un virus a RNA ubiquitario che colpisce l'intestino dei gatti.
Il FCoV è altamente contagioso, con una trasmissione prevalentemente oro-fecale, può diffondersi anche per via respiratoria tramite aerosol e fomiti; al momento, non si può escludere completamente la trasmissione tramite vettori come pulci e zecche. Quando il virus muta provoca una reazione vascolare immunomediata che interessa più organi. Questo porta a sintomi come febbre, anoressia e ascite, coinvolgendo organi vitali quali intestino, fegato, cuore, reni, occhi, polmoni, midollo spinale e cervello.
La guarigione, spiegano i veterinari, è possibile grazie a farmaci antivirali come il remdesivir e GS-441524 che hanno dimostrato tassi di guarigione che si avvicinano al 100%. Il trattamento dura 12 settimane e ha effetti collaterali trascurabili.
Il remdesivir è un profarmaco che, una volta somministrato al gatto, viene convertito in GS-441524, il principio attivo che inibisce la replicazione virale.
Il remdesivir, con una circolare firmata qualche giorno fa dal Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, è stato finalmente autorizzato all’impiego veterinario, esclusivamente per la FIP, tramite uso “in deroga”. La letteratura internazionale ne suggerisce l’impiego per via endovenosa nella fase acuta della malattia o in gatti che non si alimentano. Può essere somministrato anche per via sottocutanea o orale, sebbene con efficacia inferiore.
Il problema principale resta il costo elevato: circa 600 euro a fiala, con un ciclo completo che può arrivare a costare tra i 10.000 e i 20.000 euro, anche ricorrendo a pratiche off-label non autorizzate.
In particolare, FNOVI chiede che venga modificato anche il regime di fornitura del Remdesivir, attualmente classificato come farmaco ospedaliero a uso esclusivamente umano (OSP), che lo rende non accessibile ai veterinari né prescrivibile per scorta di struttura. Si tratta di un limite concreto che, nonostante la deroga autorizzata dal Ministero, ostacola la reale disponibilità del farmaco sul territorio. FNOVI sollecita quindi il Ministero della Salute ad adeguare il regime di dispensazione per rendere effettiva l’autorizzazione già concessa e garantire così un accesso legale, controllato e tempestivo alla terapia.
Per la Federazione la molecola GS-441524 va registrata anche in Italia:
“Il GS-441524 presenta diversi vantaggi: è disponibile in formulazioni orali (compresse o sciroppo), è autorizzato e in uso in numerosi paesi del mondo, inclusi USA, Australia, Giappone e Regno Unito, con risultati eccezionali. È estremamente facile da maneggiare e praticamente privo di effetti collaterali. È, a tutti gli effetti, un farmaco salvavita e FNOVI, consapevole dell'attuale difficoltà di reperire il GS-441524, si è battuta per la legalizzazione del Remdesivir e continuerà a impegnarsi attivamente per rendere disponibile il GS-441524 anche in Europa, contribuendo così a combattere il suo commercio illegittimo con tutte le sue conseguenze legali, fiscali e sanitarie collegate”.
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