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23 Ottobre 2025

Febbre e dolore nei bambini, studio conferma la centralità di ibuprofene e paracetamolo

Uno studio italiano ha analizzato le pratiche prescrittive dei pediatri per la gestione di febbre e dolore: ibuprofene e paracetamolo restano i farmaci di riferimento per febbre e dolore acuto, con scelte differenziate per tipo di dolore

di Redazione Farmacista33


Febbre e dolore nei bambini, studio conferma la centralità di ibuprofene e paracetamolo

Ibuprofene e paracetamolo restano la scelta centrale dei pediatri nella gestione di febbre e dolore acuto nei bambini. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Minerva Pediatrics (Miraglia Del Giudice M. et al., 2025), condotto con il supporto tecnico di Edra, che ha analizzato le abitudini prescrittive di 369 pediatri italiani alla luce del contesto post-pandemico.
Entrambi i farmaci sono considerati efficaci nel trattamento della febbre, ma la scelta varia in base al quadro clinico. L’ibuprofene, appartenente alla classe dei FANS, è preferito quando è presente una componente infiammatoria, come otalgia, odontalgia, faringite, dolore muscoloscheletrico o mestruale. Il paracetamolo è invece indicato più spesso nei sintomi simil-influenzali, nel dolore addominale, nella cefalea e nel dolore post-operatorio, grazie anche al suo profilo di sicurezza.

 Differenze per età, sintomatologia e profilo di sicurezza

Per la febbre o il dolore post-vaccinale, entrambi i principi attivi restano di riferimento: il paracetamolo è preferito sotto l’anno di età, mentre negli anni successivi si osserva una lieve prevalenza dell’ibuprofene per la sua attività antinfiammatoria. La compliance risulta più elevata con il paracetamolo, grazie alla disponibilità di diverse formulazioni e dosaggi per età e peso.
Sul fronte della sicurezza, i pediatri hanno associato il paracetamolo a possibili rischi di epatotossicità e l’ibuprofene a nefrotossicità in caso di disidratazione, gastrolesività e diarrea. Il 59% dei rispondenti ritiene inoltre necessario somministrare l’ibuprofene a stomaco pieno, sebbene le evidenze scientifiche indichino che può essere assunto anche a stomaco vuoto senza aumentare il rischio di effetti gastrointestinali.

Le linee guida della Società Italiana di Pediatria (SIP) continuano a sconsigliare l’uso combinato o alternato dei due farmaci, pratica adottata solo in caso di fallimento della monoterapia: il 34% dei pediatri dichiara di ricorrere alla terapia alternata in caso di febbre persistente, mentre nel dolore moderato non responsivo la terapia combinata (23%) risulta leggermente più frequente rispetto a quella alternata (12%).

Dolore infiammatorio o non infiammatorio: il criterio guida nella scelta

L’indagine evidenzia inoltre come la scelta terapeutica dei pediatri italiani sia sempre più guidata dalla natura del dolore, distinguendo tra forme infiammatorie, per le quali si preferisce l’ibuprofene, e dolori non infiammatori, che rispondono meglio al paracetamolo. Si osserva anche una tendenza generale a evitare l’uso combinato o alternato dei due principi attivi, riservato ai casi in cui la monoterapia non è efficace.

Interessante, infine, la segnalazione di una conoscenza ancora limitata delle diverse formulazioni di ibuprofene disponibili sul mercato, un aspetto che secondo gli autori potrebbe ridurre la possibilità di personalizzare la terapia in base a età, peso e preferenze del bambino. Rafforzare la formazione dei pediatri su questo tema potrebbe contribuire a una gestione ancora più mirata e sicura della febbre e del dolore in età pediatrica.

Gli autori concludono che entrambi i farmaci mantengono un ruolo centrale nella gestione del dolore e della febbre in età pediatrica, con una selezione guidata dalla natura del dolore e dal profilo clinico del paziente.

Fonte

An Italian survey on the management of children with fever and pain in clinical practiceMinerva Pediatrics 2025; DOI: 10.23736/S2724-5276.25.07882-6.

TAG: DOLORE, PARACETAMOLO, IBUPROFENE, FEBBRE, BAMBINI

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