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06 Febbraio 2026Via libera negli Stati Uniti alla combinazione oftalmica carbacolo-brimonidina per la presbiopia negli adulti. Negli studi di fase III ha migliorato la visione da vicino fino a otto ore con buona tollerabilità, ampliando le opzioni terapeutiche non invasive

La Food and Drug Administration statunitense ha autorizzato una soluzione oftalmica combinata a base di carbacolo e tartrato di brimonidina per il trattamento della presbiopia negli adulti, introducendo il primo collirio a doppio principio attivo progettato per migliorare la visione da vicino attraverso un’unica somministrazione giornaliera. Negli studi clinici di fase III il farmaco ha dimostrato un miglioramento della visione da vicino fino a otto ore, mantenendo una buona tollerabilità e senza compromettere la visione da lontano. La formulazione unisce due molecole con meccanismi d’azione differenti che agiscono modulando il diametro pupillare, ampliando così le possibilità terapeutiche rispetto ai colliri disponibili finora basati su un solo principio attivo.
La presbiopia è una condizione fisiologica legata all’invecchiamento che comporta la progressiva perdita della capacità di mettere a fuoco da vicino. Compare quasi universalmente dopo i 45 anni ed è dovuta a modificazioni biomeccaniche e ottiche del cristallino e dell’apparato ciliare, con una riduzione dell’accomodazione visiva che si traduce in difficoltà nelle attività a distanza ravvicinata e impatto sulla qualità di vita. Si stima che interessi circa 2 miliardi di persone nel mondo. La gestione tradizionale si basa su occhiali da lettura, lenti multifocali o lenti a contatto, mentre la chirurgia è riservata a casi selezionati.
John Hovanesian, degli Harvard Eye Associates, spiega che "la presbiopia è spesso sottovalutata e le soluzioni tradizionali come occhiali, lenti a contatto o chirurgia non rispondono sempre alle esigenze quotidiane dei pazienti". A suo giudizio, "questa soluzione oftalmica rappresenta un cambio di passo perché offre un miglioramento della nitidezza della visione da vicino con una sola somministrazione giornaliera e una buona tollerabilità per l’intera giornata", configurandosi come "un’opzione non invasiva che amplia in modo significativo la gestione della condizione".
L’approvazione si basa sui risultati degli studi di fase III BRIO I e BRIO II, che hanno coinvolto complessivamente oltre 800 pazienti. Nel BRIO II, condotto in 47 centri statunitensi, la combinazione ha raggiunto tutti gli endpoint primari dimostrando un miglioramento significativo dell’acuità visiva da vicino per più di otto ore, con un incremento di almeno tre linee nella visione binoculare senza perdita di visione da lontano. Gli eventi avversi più frequenti sono stati cefalea, visione offuscata e lieve irritazione oculare, generalmente transitori. L’incidenza di iperemia oculare è risultata bassa e inferiore rispetto al solo carbacolo.
Commentando il significato clinico della nuova terapia, Eric Donnenfeld, chirurgo refrattivo di OCLI Vision, sottolinea che "una terapia per la presbiopia reversibile, sicura, ben tollerata e con efficacia duratura sarà ampiamente adottata" e che "questa nuova combinazione offre vantaggi significativi rispetto ai trattamenti topici precedenti". Donnenfeld evidenzia inoltre che "la durata dell’effetto è fondamentale nella pratica clinica e questa terapia consente una visione nitida per l’intera giornata lavorativa", aggiungendo che "l’aggiunta della brimonidina migliora la tollerabilità e riduce effetti come l’arrossamento oculare". Secondo lo specialista, "il farmaco consente una dimensione pupillare ottimale per leggere senza compromettere la visione da lontano", contribuendo a ridefinire il ruolo della terapia farmacologica nella gestione della presbiopia.
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