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23 Febbraio 2026Le sigle della medicina generale, della farmacia ospedaliera e delle società scientifiche accolgono con favore la nuova Nota Aifa N01 sugli inibitori di pompa protonica: centralità alla valutazione clinica, rivalutazioni periodiche e possibile de-prescrizione per garantire sicurezza e sostenibilità

La nuova Nota Aifa N01 sugli inibitori di pompa protonica riporta centralità alla valutazione clinica del medico, indica se clinicamente opportuno la sospensione o riduzione della terapia per evitare trattamenti inutilmente prolungati che possono portare a effetti avversi. Lo sottolineano in una nota congiunta le sigle di professionisti che hanno partecipato al lavoro tecnico che ha portato alla revisione delle precedenti Note: Fimmg, Fnomceo, Fmt, Sifo, Simg, Smi, Snami e le Società Scientifiche di area gastroenterologica Simi, Sige, Aigo, Sied che accolgono con favore la pubblicazione “della Nuova Nota 1, che unifica e aggiorna le precedenti Note 1 e 48 relative alla prescrivibilità e rimborsabilità degli inibitori di pompa protonica (Ipp)”
“Una revisione che è il risultato di un ampio lavoro tecnico condiviso tra AIFA, rappresentanze della medicina generale, società scientifiche e professionisti del settore, con l’obiettivo di garantire appropriatezza prescrittiva, sicurezza clinica e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale”.
Gli Ipp, quali omeprazolo, lansoprazolo, pantoprazolo, esomeprazolo e rabeprazolo sono farmaci fondamentali nella gestione delle patologie acido-correlate, ricordano le sigle e la nuova Nota ne ridefinisce le condizioni d’uso sulla base delle più aggiornate evidenze scientifiche, valorizzando il ruolo clinico del medico nella valutazione individuale del paziente.
Inibitori di pompa protonica. Nasce la Nota N01: ecco i nuovi criteri di rimborsabilità
La Nota N01 richiama l’attenzione sull’ampia diffusione dell’impiego cronico di questi farmaci e sulla necessità di rivalutazioni periodiche, anche ai fini di una possibile de-prescrizione quando clinicamente appropriata.
“Un intervento importante anche in considerazione del fatto che l’uso prolungato non giustificato è stato associato a possibili effetti avversi, tra cui infezioni gastrointestinali, disbiosi, ipomagnesiemia, deficit di vitamina B12, aumento del rischio di fratture e nefropatia cronica”.
Da Aifa arriva un invito ai medici operanti in ambito ambulatoriale o ospedaliera (in caso di dimissioni), a uniformarsi alle nuove disposizioni che rappresentano un aggiornamento fondato su evidenze cliniche e consenso scientifico internazionale.
Dalle sigle che hanno attivamente partecipato a questo importante lavoro “giunge un messaggio di grande soddisfazione per il riconoscimento del ruolo professionale”.
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