oppioidi
04 Marzo 2026Uno studio clinico randomizzato pubblicato su JAMA Psychiatry indica che la pratica dello yoga, associata alla terapia con buprenorfina, può accelerare il recupero dai sintomi di astinenza da oppioidi e migliorare regolazione autonomica, ansia, sonno e dolore rispetto al trattamento standard da solo

Praticare lo yoga consente di accelerare in modo significativo il recupero dall’astinenza da oppioidi e di migliorare la regolazione autonomica, l’ansia, il sonno e il dolore. Lo mostra una ricerca pubblicata su JAMA Psychiatry da un team coordinato da Suddala Goutham, del National Institute of Mental Health and Neurosciences di Bengaluru (India), che supporta l’integrazione dello yoga nei protocolli di trattamento dell’astinenza dai derivati del papavero da oppio usati come potenti analgesici.
Derivati dal Papaver somniferum, gli oppioidi possono essere naturali, come morfina e codeina, o analoghi sintetici e semisintetici. Queste sostanze comportano un elevato potenziale di abuso. L’astinenza da oppioidi è una fase critica della terapia a base di queste sostanze, in cui la gravità dei sintomi e il rischio di recidive sono più elevati. L’astinenza associata all’interruzione di queste sostanze comporta sintomi fisici, quali diarrea, insonnia, febbre, dolore, ansia e depressione, e segni come dilatazione delle pupille, brividi, anoressia, nausea, vomito e sudorazione. Questi sintomi derivano dall’iperattività del sistema nervoso simpatico.
La variabilità della frequenza cardiaca (HRV) è una misura fisiologica chiave che riflette l’equilibrio simpatico-vagale. Notevoli diminuzioni dell’HRV a riposo tra le persone con disturbo da uso di sostanze, ad esempio, sono correlate in modo significativo all’aumento dei livelli di stress, del desiderio di assumere il farmaco e della gravità dei sintomi e gli indici HRV possono essere strumenti utili per monitorare precocemente eventuali ricadute.
Gli interventi comportamentali, tra cui la terapia cognitivo-comportamentale e gli approcci basati sulla mindfulness, migliorano la regolazione autonomica, come il parametro dell’HRV, anche se questo trattamento può essere difficile da avviare durante l’astinenza acuta a causa dell'elevato disagio, evidenziando la necessità di strategie più semplici e accessibili. In questo senso, lo yoga, che comprende posture fisiche, tecniche di respirazione, meditazione e rilassamento, può rispondere alla necessità di interventi accessibili che possano essere avviati anche durante l’astinenza acuta, migliorando direttamente il tono parasimpatico e promuovendo l’autoregolazione fisiologica.
Lo studio clinico ha valutato l’efficacia dello yoga come terapia aggiuntiva sui parametri della frequenza cardiaca, che riflettono la regolazione autonomica, e sul tempo di recupero dai sintomi di astinenza da oppioidi, oltre che su ansia, qualità del sonno e dolore. I partecipanti al gruppo yoga hanno ricevuto 10 sessioni di 45 minuti per 14 giorni, insieme al trattamento con buprenorfina, mentre i partecipanti al gruppo di controllo hanno ricevuto solo la buprenorfina.
Nello studio sono stati inclusi 59 adulti maschi di età media [DS] pari a 25,6 [3,9] anni. Dall’analisi è emerso che coloro che seguivano le sessioni di yoga hanno recuperato più rapidamente rispetto a quelli del gruppo di controllo (hazard ratio [HR], 4,40; IC al 95%, 2,40-8,07; p <0,001), con un tempo di stabilizzazione mediano di 5 giorni (IC al 95%, 4-6 giorni) per quelli del gruppo yoga rispetto a 9 giorni (IC al 95%, 7-13 giorni) per il gruppo di controllo. I partecipanti al gruppo yoga, inoltre, hanno mostrato miglioramenti superiori nella variabilità della frequenza cardiaca con ampi effetti statisticamente significativi sulla potenza a bassa frequenza (LF), sulla potenza ad alta frequenza (HF) e sul rapporto LF/HF (tutti p <0,001). Il team ha osservato, poi, che l’aumento dell'attività parasimpatica ha rappresentato il 23% dell’effetto del trattamento (HR indiretto, 1,38; IC al 95%, 1,10-2,03). Infine, la riduzione dell’ansia è stata significativamente maggiore tra i pazienti del gruppo yoga (p <0,001), con miglioramenti “moderati” nella latenza del sonno (una riduzione di 61 minuti; p =0,008) e nel dolore (p = 0,004).
Fonte:
AMA Psychiatry (2026); doi: 10.1001/jamapsychiatry.2025.3863
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