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25 Marzo 2026Via libera dalla Food and Drug Administration a un trattamento orale per la psoriasi a placche e a un nuovo medicinale per il prurito associato alla colangite biliare primitiva

La Food and Drug Administration (Fda) ha autorizzato due nuovi farmaci orali destinati a patologie croniche di natura autoimmune: uno per la psoriasi a placche da moderata a grave e uno per il prurito associato alla colangite biliare primitiva. Le decisioni regolatorie ampliano le opzioni terapeutiche disponibili in ambiti clinici caratterizzati da bisogni ancora non completamente soddisfatti, introducendo trattamenti mirati che puntano a migliorare la gestione dei sintomi e l’aderenza alle cure.
E' stato autorizzato un nuovo farmaco orale per la psoriasi a placche da moderata a grave sviluppato da Johnson & Johnson. Il medicinale è indicato per adulti e adolescenti dai 12 anni di età con peso pari o superiore a 40 kg e rappresenta un’opzione più semplice rispetto ai trattamenti iniettabili. Il principio attivo, icotrokinra, agisce bloccando la proteina IL-23 coinvolta nei processi infiammatori. Negli studi clinici ha mostrato una maggiore efficacia nel miglioramento delle lesioni cutanee rispetto a suoi competitor già presenti sul mercato. Il farmaco viene somministrato una volta al giorno ed è stato sviluppato in collaborazione con Protagonist Therapeutics. Secondo diversi analisti potrebbe raggiungere vendite annuali superiori a 8 miliardi di dollari.
La Fda ha inoltre approvato un farmaco orale di GSK, il linerixibat, per il trattamento del prurito grave associato alla colangite biliare primitiva, una malattia autoimmune cronica del fegato che colpisce oltre 100.000 adulti solo negli Stati Uniti. Il medicinale agisce bloccando una proteina intestinale coinvolta nel riassorbimento degli acidi biliari, che sono responsabili del prurito. In uno studio di fase avanzata, il trattamento ha ridotto in modo significativo l’intensità del prurito e i disturbi del sonno correlati rispetto al placebo nell’arco di 24 settimane. Attualmente, le opzioni di trattamento disponibili non agiscono direttamente su questo sintomo.
Le due approvazioni introducono nuove alternative terapeutiche in aree con bisogni clinici ancora non pienamente soddisfatti, ampliando l’offerta di trattamenti orali, comodi nella somministrazione, per condizioni croniche di natura autoimmune.
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