Coronavirus, le farmacie francesi chiedono misure urgenti
Con l'aggravarsi dell'emergenza legata al nuovo coronavirus in Francia, le farmacie chiedono al presidente Macron misure urgenti che assicurano la continuità del servizio
Il presidente della Federazione dei sindacati francesi Philippe Besset lo ha detto chiaro e tondo (superando la prudenza del presidente Macron): è probabile che l'epidemia di coronavirus segua, in tempi brevi, lo stesso corso che sta avendo in Italia. Di qui la necessità, condivisa da tutta la categoria - come si legge su Le Quotidien du Pharmacien - di approntare misure urgenti che assicurano la continuità del servizio da parte delle farmacie. In particolar modo per fare fronte a eventuali assenze di titolari o collaboratori dovute a cause di forza maggiore. Sulla questione è prevista una riunione presso il ministero della Sanità nelle prossime 48 ore.
I possibili scenari
Sul tavolo alcune ipotesi. Una riguarda la possibilità di reclutare studenti di Farmacia alle prese con il biennio finale di studi. Si tratterebbe di farli iscrivere a tempo di record all'Ordine (con l'ovvia sospensione della frequenza universitaria) e di farli cominciare, se necessario, anche da lunedì prossimo. Un'alternativa è quella sostenuta da Besset, secondo il quale «se tutti o quasi tutti i dipendenti sono assenti, il titolare potrà ricorrere a sostituti cui proporre contratti di lavoro determinato, al lavoro interinale, fino a decidere di aprire la farmacia solo se il giro d'affari lo permette». Infine la Direzione generale del lavoro ha precisato che l'esercizio de ldroit de retrait - un istituto esistente in Francia che consente al dipendente di astenersi dal lavoro in caso di grave pericolo - non è esercitabile se fondato unicamente sulla possibile esposizione al virus o sulla paura che esso genera.
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A cura di Redazione Farmacista33
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