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Farmacisti

13 Marzo 2020

Coronavirus, farmacisti non titolari: battenti chiusi, stop servizi e protezioni a chi fa consegne a casa


Sinasfa alle autorità competenti: stop a misurazione glicemia o pressione, protezioni adeguate a chi fa consegne di farmaci a domicilio, servizio a "battenti chiusi" per le farmacie del territorio prive di adeguate misure di sicurezza

Sospendere tutti i servizi che mettono a contatto stretto i farmacisti con i cittadini, quali per esempio la misurazione della glicemia o della pressione, dotare chi effettua la consegna di farmaci a domicilio di protezioni adeguate, tra cui guanti e mascherine omologate, effettuare il servizio a "battenti chiusi" per le farmacie del territorio prive di adeguate misure di sicurezza. Sono queste alcune delle richieste che il Sindacato nazionale farmacisti non titolari, Sinasfa, ha inviato per lettera al presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, al ministro della Salute, Roberto Speranza e al capo Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, per chiedere che «anche i farmacisti non titolari, ovunque operino, possano lavorare in sicurezza».

Esposizione al contagio è elevata

«I farmacisti non titolari» si legge nella nota, a firma del presidente, Francesco Imperadrice, «pur mancando in molte sedi i protocolli di sicurezza, così come denunciato al sindacato da molti colleghi, stanno al momento continuando a svolgere la loro missione, ma l'esposizione al contagio e i rischi che stanno correndo sono estremamente elevati e questo mette a repentaglio non solo la loro salute ma anche la continuità del servizio farmaceutico». Per altro, «la preoccupazione per il diffondersi dell'epidemia, il timore che chiudano le farmacie e le parafarmacie, la ricerca di mascherine protettive, la paura sentita in particolare da anziani e cronici di restare senza farmaci che potrebbero incominciare a mancare, ha fatto sì che in questi giorni moltissime farmacie abbiano avuto un forte incremento di lavoro, con la conseguenza di un elevato numero di contatti tra la clientela e il personale».

Sul campo ma con protocolli di sicurezza adeguati

Quello che chiediamo è «non di stare a casa, come gran parte della popolazione italiana, ma semplicemente di poter lavorare con protocolli di sicurezza adeguati, così come previsto nelle nuove restrizioni annunciate dal Presidente del Consiglio», applicando il principio della norma, riferito a fabbriche e altre attività produttive, ma estensibile «a tutti i lavoratori e cittadini», che «dove non esistono le condizioni di sicurezza non si possa svolgere attività».
Inoltre, «ricordiamo che i lavoratori hanno un rappresentante per la sicurezza all'interno dell'azienda, che la valutazione dei rischi e le misure di sicurezza che il datore di lavoro deve attuare devono essere concordate con i lavoratori e che il Rls ha il potere di proporre ricorso alle autorità competenti se ritiene che le misure preventive presenti in azienda siano insufficienti a garantire la tutela dei lavoratori».

Le richieste del Sinasfa

Da qui le richieste inviate per lettera alle Istituzioni:
- Decretare misure restrittive anche per le farmacie e per le parafarmacie obbligando tutte le sedi che non siano provviste (o fino a che non si siano adeguate) d protezioni, quali blindature o vetri o pannelli in plexiglass o di altro materiale compatibile che pongono una barriera protettiva integrale tra i clienti e i dipendenti, ad effettuare il servizio a battenti chiusi per tutto il tempo ritenuto necessario dalle autorità competenti.
- Rifornire, nei limiti del possibile, anche le farmacie e le parafarmacie di guanti e mascherine omologate.
- Effettuare consegne a domicilio di farmaci a soggetti presumibilmente "deboli" solo se dotati di protezioni adeguate quali guanti e mascherine omologate.
- Sospensione di tutti i servizi che mettono a contatto diretto i dipendenti con i clienti come ad esempio la misurazione della glicemia della pressione o di altro servizio.

TAG: FARMACISTI, SINASFA, SINDACATO UNITARIO DI CATEGORIA DEI FARMACISTI NON TITOLARI, FARMACISTI E EMERGENZE, FARMACISTI COLLABORATORI, CORONAVIRUS, COVID-19, SARS-COV-2

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