Vaccino antinfluenzale, Piemonte acquista 20% in più per dare a farmacie le dosi che chiedono
di Lara Figini
L'1,5%, la quota di vaccini antiflu prevista per le farmacie è una quota minimale che potrebbe salire: in Piemonte è stata fatta richiesta di acquisire il "sesto quinto", ovvero il 20% in più previsto in ogni gara
L'1,5% del quantitativo di dosi di vaccino antinfluenzale spettante alla Regione, la quota prevista per le farmacie è una quota minimale che potrebbe salire: in Piemonte è stata fatta richiesta di acquisire il cosiddetto "sesto quinto", ovvero il 20% in più previsto in ogni gara, che il venditore è tenuto a dare a fronte di necessità e questo potrebbe fornire alle farmacie quanto chiedono. Lo ha annunciato l'assessore regionale alla Sanità, Luigi Icardi, parlando in Consiglio regionale in merito al tema che è stato sollevato in apertura di seduta dal consigliere di opposizione Mario Giaccone (Lista Monviso), farmacista, che si è detto preoccupato del fatto che a fronte delle circa 800 mila dosi acquistate dalle farmacie italiane lo scorso anno, quest'anno per il libero mercato se ne prevedono solo circa 250 mila.
Acquisire il sesto quinto: 20% in più previsto in ogni gara
Una nota della Regione riporta quanto dichiarato dall'assessore in merito: «A causa della pandemia da Covid - ha detto Icardi - quest'anno c'è a livello mondiale un incremento nel numero di persone che vogliono vaccinarsi, il che a fronte dei limiti oggettivi della capacità produttiva crea una scarsità. Ma il Piemonte lo scorso anno ha avuto 720 mila dosi, e quest'anno ne abbiamo acquistate in gara un milione 100 mila. Il settore pubblico è privilegiato perché deve vaccinare per legge le categorie a rischio, come gli immunodepressi e gli over 65. Ma se il sistema pubblico accaparra tutto il disponibile - ha aggiunto - si crea il problema che un cittadino non trova il vaccino in farmacia. Il ministro Roberto Speranza ha chiesto allora in Conferenza Stato Regioni la cessione di una quota del quantitativo acquistato dalle Regioni. Aveva chiesto inizialmente il 10%, ma è stato bocciato perché avrebbe compromesso le dosi necessarie per garantire i Lea. L'intesa siglata proprio ieri prevede di dare alle farmacie 1,5%, il che equivale a 250 mila dosi a livello nazionale, di cui circa 50 mila in Piemonte. La quota dell'1,5% - ha osservato - potrebbe però essere implementata: abbiamo fatto richiesta di acquisire il cosiddetto 'sesto quinto', ovvero il 20 % in più previsto in ogni gara, che il venditore è tenuto a dare a fronte di necessità. E abbiamo chiesto al Governo e all'Aifa un impegno specifico sul fatto che le dosi siano effettivamente consegnate. E soprattutto l'impegno, su richiesta Lombardia, a sbloccare le dosi ferme in giro per il mondo. Il tutto a fronte dell'impegno fornire il vaccino alle farmacie per il libero mercato. Se l'impegno sarà mantenuto, mi sento di dire che potremo fornire alle farmacie quanto chiedono».
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A cura di Redazione Farmacista33
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