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Fisco e Tributi

13 Maggio 2026

Iperammortamento, vantaggi fiscali per le farmacie. Ecco a chi conviene e come procedere

L’iperammortamento 2026 torna a incentivare gli investimenti Industria 4.0 anche nelle farmacie. Il commercialista Stefano De Carli spiega vantaggi fiscali, requisiti tecnici e nuovi adempimenti previsti dal decreto attuativo

 

di Redazione Farmacista33


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La reintroduzione dell’iperammortamento con la legge di Bilancio 2026 riaccende l’interesse delle farmacie per gli investimenti in tecnologie digitali e sistemi interconnessi. Tra i beni che possono rientrare nell’agevolazione figurano infatti anche l’automazione dei magazzini, frigoriferi con monitoraggio remoto della temperatura, distributori automatici H24, sistemi digitali per autoanalisi, software gestionali integrati, totem informativi e croci Led smart. 

Il vantaggio fiscale - come spiega il commercialista Stefano De Carli dello Studio Luce di Modena in un articolo in pubblicazione su Punto Effe n. 6/2026 -  può essere molto rilevante, ma il nuovo decreto attuativo introduce anche una serie di adempimenti tecnici e amministrativi che richiedono una valutazione attenta della convenienza dell’investimento.

Cos’è l’iperammortamento e come funziona

Come spiegano gli autori, “la legge di bilancio 2026, in vigore dal 1° gennaio 2026, ha reintrodotto il cosiddetto iperammortamento che consente di usufruire di una sostanziosa maggiorazione delle quote di ammortamento per l’acquisto di beni nuovi tecnologicamente avanzati effettuato dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028”.

L’incentivo riguarda beni riconducibili al modello Industria 4.0, cioè sistemi interconnessi e integrati nei processi aziendali. 

I beni agevolabili sono quelli indicati negli Allegati IV e V della legge di Bilancio 2026. In particolare, l’Allegato IV comprende beni strumentali controllati da sistemi computerizzati o sensori, sistemi per assicurazione della qualità e della sostenibilità, dispositivi per l’interazione uomo-macchina e strumenti per elaborazione e trasmissione dei dati funzionali alla trasformazione digitale delle imprese. L’Allegato V riguarda invece i beni immateriali, tra cui software e piattaforme per gestione dei processi, logistica e supply chain, tecnologie basate su dati, IoT, cloud, analytics e intelligenza artificiale, oltre a strumenti per cybersecurity, sostenibilità ed efficienza energetica.
Per le farmacie questo significa che possono potenzialmente rientrare nell’agevolazione magazzini automatizzati, frigoriferi intelligenti, distributori collegati al gestionale, sistemi per autoanalisi e software avanzati, purché rispettino i requisiti di interconnessione previsti dalla normativa. Il decreto attuativo, però, “ha escluso i software in cloud che prevedono canoni annuali”.

Per usufruire del beneficio “non è obbligatorio pagare interamente il fornitore entro l’anno di effettuazione dell’investimento” spiegano gli autori “ma è comunque necessario rispettare specifiche regole attraverso la conferma dell’ordine ed il pagamento del 20% in acconto oltre che sulla consegna del bene e della sua interconnessione al processo produttivo”.

Il risparmio fiscale su imposte Irpef/Ires

Il vantaggio dell’iperammortamento consiste nella possibilità di aumentare in modo significativo la quota fiscalmente deducibile dell’investimento. “Il risparmio di imposte Irpef/Ires si concretizza” scrivono gli autori “in una maggiorazione delle quote di ammortamento, ordinariamente consentite al 100% del costo sostenuto, di un ulteriore 180% (per un totale del 280%)”.

A titolo di esempio, per un bene acquistato nel 2026 del valore di 100mila euro con aliquota di ammortamento del 15%, nel primo anno la quota ordinaria passa da 7.500 euro a 13.500 euro, mentre negli anni successivi passa da 15mila a 27mila euro.

In questo caso, secondo il calcolo dello Studio Luce, “la diminuzione delle imposte, imputabile al solo incentivo, in 8 anni, stimabile per ditte individuali e società di persone mediamente nel 35%, è pari a circa €63.000”, mentre per le società soggette a Ires il beneficio è stimato in circa 43.200 euro.

Nella sostanza, osservano gli autori “applicando l’intero 280% di ammortamento il costo risulta quasi interamente azzerato”.

Procedure burocratiche e costi amministrativi

Accanto al vantaggio fiscale, il commercialista evidenzia un forte incremento degli adempimenti amministrativi inseriti nel decreto attuativo. La gestione dell’incentivo passa attraverso una piattaforma telematica del Gse e prevede comunicazioni preventive, conferme dell’investimento, comunicazioni finali e ulteriori adempimenti periodici di monitoraggio. “In totale si tratta quindi di 5 dichiarazioni da effettuare al GSE” spiegano gli autori e inoltre è stato introdotto l’obbligo della perizia tecnica anche per investimenti inferiori a 300mila euro. “La perizia è una relazione tecnica che ha una finalità precisa: consentire all’impresa di dimostrare, in modo oggettivo e verificabile, che un bene strumentale rientra nel perimetro dell’agevolazione”. A questo si aggiunge una certificazione contabile rilasciata da un revisore legale che deve verificare pagamenti, fatture e corretta contabilizzazione dell’investimento.

Nonostante il peso degli adempimenti, il giudizio finale dello Studio Luce resta favorevole. “La convenienza dell’incentivo rimane comunque molto elevata” scrivono gli autori, pur sottolineando che per gli investimenti di importo più contenuto può essere opportuno valutare con attenzione il rapporto tra beneficio fiscale e costi amministrativi e tecnici.

Per questo invitano le farmacie a “valutare con maggiore attenzione le proposte di acquisto di beni potenzialmente agevolabili” e di considerare che il vantaggio fiscale si recupera negli anni mentre perizie, certificazioni e gestione della pratica generano costi immediati. 

TAG: FARMACIE, NORMA, INVESTIMENTI

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