Rapporto Cittadinanzattiva, Fofi: integrare farmacisti e farmacie nell'assistenza territoriale
Plauso da Fofi sui temi emersi nel XVIII Rapporto nazionale di Cittadinanzattiva sulle politiche della cronicità: farmacisti e farmacie nell'assistenza territoriale
Una rete territoriale capace di prendere realmente in carico i pazienti cronici, il ritorno dei farmaci sul territorio, la messa in rete delle farmacie con gli attori impegnati nella tutela della salute pubblica con una maggior integrazione dei farmacisti e delle farmacie a cominciare dalle campagne vaccinali sono i temi emersi dal XVIII Rapporto nazionale di Cittadinanzattiva sulle politiche della cronicità che incontrano il plauso della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani.
Riportare i farmaci sul territorio
In una nota, il presidente Andrea Mandelli sottolinea come il documento, presentato oggi, mostri come «la mancanza di una rete territoriale capace di prendere realmente in carico i pazienti affetti da malattie croniche abbia significativamente pesato nella fase del lockdown e oltre», una mancanza «che anche la Federazione denuncia da tempo». Questo emerge dalle dichiarazioni delle stesse associazioni dei pazienti, che nel corso della pandemia si sono adoperate per sopperire alla difficoltà dei malati a contattare gli specialisti, o accedere a farmaci, presidi e dispositivi di protezione. «Concordiamo anche con i rimedi indicati - prosegue Mandelli - a cominciare dal completamento della digitalizzazione della sanità e al ricorso a servizi di prossimità, come la telemedicina, che possono migliorare la continuità dei percorsi di cura. E apprezziamo che ancora una volta si sottolinei l'importanza del ritorno sul territorio di tutti i farmaci che possono essere impiegati anche fuori dall'ospedale».
Messa in rete delle farmacie: anche nelle campagne vaccinali
Per il rapporto, uno degli elementi centrali di questo approccio complessivo alla cronicità è la messa in rete delle farmacie con gli altri attori che tutelano la salute pubblica, soprattutto nelle aree interne dove i servizi sono rarefatti e spesso si è costretti a ricorrere impropriamente all'ospedalizzazione. Un'integrazione che, si legge sempre nel documento, andrebbe perseguita anche per quanto riguarda le campagne vaccinali. «Il coinvolgimento dei farmacisti e delle farmacie nelle campagne vaccinali sarebbe efficace nelle aree interne ma anche nei centri urbani, dove è sempre più evidente che la necessità di offrire alcune prestazioni a decine di migliaia di persone in tempi brevi - lo prova il caso dei test sierologici e dei tamponi - richiede soluzioni nuove e l'abbandono di schemi superati» conclude il presidente della Fofi.
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A cura di Redazione Farmacista33
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