Giornata nazionale per le vittime del Covid, Draghi a Bergamo: priorità i vaccini
In occasione della Giornata nazionale per le vittime del Covid-19 il premier Draghi ribadisce l'impegno del governo a vaccinare il maggior numero di persone nel più breve tempo possibile
Prima uscita ufficiale "fuori Roma" per il presidente del Consiglio Mario Draghi, in occasione della appena istituita Giornata nazionale per le vittime del Covid-19, che da pochi giorni hanno superato la fatidica soglia delle 100.000 unità. Il discorso di Draghi si è tenuto nei pressi dell'ospedale bergamasco Papa Giovanni XXIII, dove è stato inaugurato un Bosco della memoria, nel quale verranno piantati oltre 800 alberi. La data del 18 marzo coincide con quella che, un anno fa, vide, nel capoluogo lombardo, la triste processione di mezzi dell'esercito carichi di bare, in quello che è stato probabilmente, a livello emotivo, l'apice della prima ondata della pandemia.
Priorità alla vaccinazione
Dopo avere reso omaggio ai defunti e ringraziato gli operatori sanitari, la Protezione civile e i volontari che si sono distinti "sul campo", Draghi si è soffermato sul tema di maggiore attualità e, detto per inciso, quello sul quale più si gioca il prestigio e il destino dell'esecutivo da lui guidato: il piano vaccinale. Non erano ancora giunte in mattinata le ultime notizie provenienti dall'Ema, ma, in ogni caso, il presidente del Consiglio ha tenuto a rimarcare che il governo «è impegnato a fare il maggior numero di vaccinazioni nel più breve tempo possibile. Questa è la nostra priorità». Quanto al vaccino di AstraZeneca, Draghi parla di sospensione «temporanea e precauzionale», e si dice sicuro che «l'incremento nelle forniture di alcuni vaccini aiuterà a compensare i ritardi da parte di altre case farmaceutiche. Abbiamo già preso decisioni incisive nei confronti delle aziende che non mantengono i patti». Da parte sua il ministro della Salute Roberto Speranza, partecipando a un convegno on line promosso da Cgil, Cisl e Uil, ha dichiarato che «il miglior modo per ricordare le vittime di questa pandemia è quello di tornare a investire nel Servizio sanitario nazionale, riformandolo e ponendo al centro la parola prossimità».
Fofi: farmacisti al servizio della comunità
Si unisce al ricordo anche la Fofi, che ricorda in una nota: "In questa prima giornata della memoria delle persone morte a causa della pandemia, la Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani si associa al dolore di parenti e amici delle oltre centomila persone stroncate dalla malattia. Purtroppo, il numero delle vittime continua ad aumentare ogni giorno ed è indispensabile che tutta la nazione si stringa senza scoraggiarsi in uno sforzo decisivo, ora che la scienza ha messo a disposizione il solo mezzo - i vaccini - per debellare la Covid-19. Il torto più grave che si potrebbe fare alla memoria di chi ci ha lasciati sarebbe cedere quando finalmente si intravvede la fine di questa tragedia. I farmacisti, come tutti i professionisti della salute italiani, sono al servizio di questo obiettivo".
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A cura di Redazione Farmacista33
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