Farmacisti
24 Agosto 2022L'International pharmaceutical federation (Fip) ha recentemente pubblicato un testo dal titolo "Empowering self-care: A handbook for pharmacists". All'interno del saggio vengono affrontati diversi aspetti correlati al self-care ed alle modalità di approccio e gestione di alcuni disturbi minori comunemente trattati grazie al supporto clinico del farmacista. Tra le autorevoli fonti di riferimento anche lo studio condotto da Sifac, in collaborazione multidisciplinare con l'Istituto Humanitas di Milano e con autorevoli ricercatori di aziende ospedaliere universitarie, durante il periodo pandemico sull'adattamento professionale del farmacista.
«In un periodo in cui vi è una crescente esigenza di real world evidence, l'inserimento di una delle ricerche di Sifac nella bibliografia del manuale della Fip rappresenta un riconoscimento che testimonia come la ricerca di real life attraverso le farmacie di comunità italiane, sia divenuta una realtà affermata e studiata; in grado di contribuire ad alimentare la letteratura internazionale e partecipare alla creazione di protocolli e linee guida. Oggi, anche il farmacista italiano può coniugare l'attività di erogazione del farmaco con quella di ricerca sullo stesso, che altro non sono che aspetti complementari, volti a sostenersi a vicenda per poter ottimizzare sempre più la pratica clinica», afferma Corrado Giua Marassi, presidente Sifac.
Il vostro studio viene citato tra le referenze bibliografiche del manuale in relazione all'evoluzione dell'automedicazione, quale attività necessaria alla sostenibilità del sistema sanitario.
Proprio così. La pandemia ha drasticamente modificato l'attività del farmacista contribuendo a tirar fuori un animo clinico, presente, ma privo dei giusti spazi di concreta espressione. La farmacia si è subito saputa riorganizzare riuscendo a fronteggiare efficacemente la gestione dell'emergenza sanitaria e creando nuove relazioni comunicative con il proprio paziente. Dall'osservazione di questo fenomeno è nato l'input per la realizzazione di un'indagine che ci ha restituito un'immagine chiara delle criticità affrontate dal farmacista e che ha fornito una quantificazione efficace del lavoro svolto durante questo periodo.
Entriamo nel dettaglio...
Dalla ricerca, condotta su un campione di 169 farmacisti dislocati su tutto il territorio, è emerso come, durante il periodo pandemico, la farmacia sia risultata uno dei principali servizi essenziali sul territorio, riuscendo a svolgere con continuità un servizio di assistenza sanitaria forte e autorevole. Il farmacista è divenuto il referente principe nel supportare e confortare il paziente, nel monitoraggio dell'aderenza alle terapie, nella gestione dei disturbi minori e nell'aiutare il paziente ad acquisire nuove consapevolezze sulle scelte di salute.
In che senso?
Tali aspetti, percepiti come necessariamente attuabili in un momento emergenziale, rappresentano tuttavia degli argomenti sui quali, da anni, i governi lavoravano per un miglioramento della governance sanitaria del territorio, sempre più orientata verso la razionalizzazione delle risorse e la funzionalizzazione dei processi e degli attori. In un periodo dove i presidi sanitari hanno faticato, la revisione delle criticità del sistema è divenuta un aspetto prioritario e l'esempio offerto dallo studio è risultato paradigmatico per l'analisi dei processi e delle criticità legati all'implementazione del self-care" conclude il presidente Sifac.
Paolo Levantino
Farmacista clinico
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