Nutrizione sana, nasce il decalogo del ministero: sì a dieta mediterranea, no cibi di sintesi
Il ministero della Salute ha messo a punto un decalogo per un'alimentazione sana e sostenibile che tra i capisaldi vede la dieta mediterranea. Nutrire è prevenire
Il ministero della Salute ha messo a punto un decalogo per un'alimentazione sana e sostenibile che tra i capisaldi vede la dieta mediterranea, l'educazione di bambini e ragazzi e un No chiaro ai cibi sintetici. Il razionale è nutrire è prevenire le malattie. Le 10 azioni da mettere in campo per rendere la nostra nazione resiliente, i cittadini più consapevoli e informati, i servizi di nutrizione clinica e preventiva pronti a dare risposte adeguate superando disomogeneità e diseguaglianze, sono una sintesi dei tre giorni di lavoro che si sono svolti a Roma per la Conferenza nazionale sulla nutrizione organizzata dal ministero della Salute dal 21 al 23 febbraio.
Stili di vita scorretti sono fattori di rischio di malattie
Il ministro Orazio Schillaci ha ricordato che "nutrire è prevenire. Una sana alimentazione aiuta a stare bene e a prevenire malattie croniche degenerative con un impatto rilevante sulla spesa sanitaria e sulla mortalità. Comportamenti alimentari e stili di vita scorretti rappresentano, infatti, fattori di rischio dell'insorgenza di malattie croniche che causano il 63% dei decessi e rappresentano le cause più frequenti di disabilità prolungata e morte in tutto il mondo. Contrastare l'insorgenza di queste malattie significa anche ridurne la spesa sanitaria che attualmente è pari a circa 67 miliardi e nel 2050, in assenza di programmi di prevenzione primaria, oltre il 75% delle risorse della sanità pubblica saranno destinate a queste malattie". Tra i punti del decalogo, la promozione della dieta mediterranea italiana, "patrimonio della nostra terra che dobbiamo recuperare, valorizzare e tramandare. È associata alla riduzione della mortalità complessiva di quasi il 10%, della mortalità per patologia cardiovascolare (10%), per tumore (-6%), malattie di Parkinson (-13%) e Alzheimer (-13%). Per contro la non adesione alla dieta mediterranea, con abitudine al fumo e vita sedentaria, riduce l'aspettativa di vita di quasi 5 anni in venti anni e più di 10 anni in quarant'anni". Importanti anche gli interventi per contrastare la malnutrizione, sia per difetto, specie in ambito ospedaliero, che per eccesso, ovvero sovrappeso-obesità, "che allunga i tempi di degenza mediamente del 55% con conseguente aumento della spesa e delle complicanze mediche". E promuovere la corretta comunicazione sull'alimentazione, rendendo "comprensibili le informazioni validate e accreditate anche per contrastare informazioni false" e, portare questi temi "nei programmi didattici della scuola primaria e secondaria", ha concluso il ministro.
Made in Italy nella nutrizione è fondamentale
Contrario all'etichetta nutriscore, proposta dall'Europa per indicare la qualità con il sistema del semaforo, il ministro dell'Agricoltura e Sovranità alimentare: "La nostra battaglia è giusta, perché è uno strumento che è simile al bollino che si appone sulle lavatrici. E che attribuisce il semaforo rosso alcuni alimenti cardine della dieta mediterranea, come la pasta, parmigiano e l'olio d'oliva. È basato su un algoritmo che non aiuta a informare, non fa capire che è sbagliato l'eccesso di qualsiasi prodotto e finisce per penalizzare l'indicatore essenziale della qualità a scapito del profitto. Il Made in Italy nella nutrizione è fondamentale - ha affermato il ministro Lollobrigida - Dobbiamo spiegare i benefici di un'alimentazione che rende il popolo italiano tra i più' longevi al mondo. La demonizzazione di modelli tradizionali porta al tentativo di far passare i cibi iperprocessati come elemento di tutela dell'ambiente, mentre invece fanno danni incalcolabili".
"Stiamo lavorando per inserire la prevenzione con un focus dedicato alla sana alimentazione nelle scuole primarie e secondarie - ha concluso il Ministro Schillaci - la ristorazione scolastica deve trasformarsi in uno strumento per la promozione di modelli basati sulla dieta mediterranea italiana e su approvvigionamenti da filiere territoriali, invertendo il consumo sempre più diffuso, soprattutto tra i più giovani, di alimenti ultraprocessati".
A tale proposito il ritorno alla figura del medico scolastico secondo il sottosegretario Gemmato "sarebbe un valore aggiunto per il nostro sistema sanitario nazionale e potrebbe diventare la prospettiva vincente in termini di prevenzione. Allo stesso modo credo che, anche dalle scuole elementari, potremmo prevedere biologi e medici che si occupano di nutrizione, per illustrare agli studenti corretti stili di vita e alimentari. Questi sono i concetti che dovremmo mettere in campo per una nuova prevenzione dal basso".
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A cura di Redazione Farmacista33
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