Login con

Farmacisti

27 Aprile 2023

Telemedicina, ruolo da definire nel post pandemia. Limiti e vantaggi segnalati da operatori e pazienti


La telemedicina può offrire maggiore accesso a cure ma medici e pazienti preferiscono ancora l'assistenza di persona. I dai da uno studio americano

Secondo uno studio pubblicato su Health Affairs, nonostante l'aumento di popolarità della telemedicina, incentivato dalla pandemia, medici e pazienti preferiscono ancora l'assistenza di persona. La telemedicina può offrire, infatti, un maggiore accesso alle cure ma le preoccupazioni sulla qualità e sui problemi tecnici possono impedire alle visite video di diventare una parte importante delle cure primarie. E con l'emergenza COVID-19 destinata a concludersi, le attenzioni e gli investimenti tecnologici verranno meno. La telemedicina, quindi, potrebbe rimanere sottoutilizzata senza ulteriori investimenti nella tecnologia degli esami fisici virtuali, nei flussi di lavoro clinici integrati, nell'educazione dei pazienti e nelle infrastrutture per le comunità svantaggiate. A riportare i risultati dello studio è Doctor33.


Medici e pazienti coinvolti nello studio

I ricercatori della Harvard TH Chan School of Public Health hanno condotto due sondaggi: uno da febbraio a maggio 2021 tra i medici di base e l'altro da aprile a maggio 2021 tra i pazienti. Dei 337 medici di base, il 90% ha affermato che le loro visite video sono andate bene. Tuttavia, l'80% dei medici ha affermato che preferirebbe fornire la maggior parte delle cure di persona dopo la pandemia e coloro che hanno affrontato sfide tecnologiche significative erano più propensi a esprimere questo sentimento. Il 90% dei 1417 pazienti hanno giudicato in maniera positiva l'assistenza telematica, ma il 64% di loro ha preferito un ritorno alle visite di persona. I pazienti più anziani (85%) e quelli con meno istruzione (81%) erano più propensi a preferire le visite di persona: una spiegazione sarebbe dovuta, secondo gli autori, al "divario digitale", che in genere favorisce i più giovani e con maggiori possibilità economiche. Infatti, sebbene i pazienti più anziani abbiano problemi medici più complessi che spesso è meglio affrontare di persona, è possibile che la mancanza di accesso o la sfiducia nelle piattaforme virtuali impedisca loro di interagire con la tecnologia.


Qualità dell'assistenza virtuale ancora critica

Un particolare focus è poi stato fatto su eventuali problemi tecnici e sulla qualità delle cure. Tra i partecipanti, infatti, si sono evidenziati alcuni problemi riguardanti la qualità dell'assistenza virtuale. Le maggiori difficoltà hanno riguardato la rilevazione accurata dei parametri fisici richiesti, come i basilari segni vitali (come pressione cardiaca, battito, respiro). Inoltre, i problemi tecnici, come la scarsa connettività Internet e la bassa qualità audio o video, erano comuni e interessavano almeno il 52% dei medici e il 23% dei pazienti. Tuttavia, i pazienti hanno giudicato le visite virtuali in modo più favorevole, con più della metà (51%) che ha riportato un'esperienza equivalente agli appuntamenti di persona. Solo il 29% dei medici si è sentito allo stesso modo, mentre il 60% ha affermato che la qualità delle cure e della visita video era peggiore.


Visite video promosse per salute mentale, male nel cronico

Le percezioni della qualità variavano a seconda del tipo di cura. Ad esempio, la maggior parte dei medici (75%) e dei pazienti (88%) ha riferito che le visite video per la salute mentale o il triage dei sintomi di COVID-19 erano equivalenti o migliori degli appuntamenti in ufficio. Ma altri tipi di assistenza non sono andati altrettanto bene. Circa la metà (46%) dei medici ha affermato che le visite video erano inadeguate per la gestione delle condizioni croniche e oltre il 60% ha ritenuto che l'assistenza virtuale non fosse l'ideale per cure preventive o problemi acuti. I ricercatori concludono che, sebbene i miglioramenti agli strumenti diagnostici domiciliari potrebbero migliorare sia la qualità che la fiducia nella telemedicina, l'assistenza primaria virtuale sarà probabilmente limitata nell'immediato futuro. Sarà quindi necessaria un'analisi a livello sociale e politico per poter mettere in campo le risorse per sostenere l'assistenza sanitaria virtuale e trovare le migliori soluzioni per investire nella medicina online.


Fonte:

https://www.healthaffairs.org/doi/abs/10.1377/hlthaff.2022.01027

TAG: RICERCA, TELEMEDICINA, ORGANIZZAZIONE DELLE VISITE DEI PAZIENTI

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Facebook! Seguici su Linkedin! Segui le nostre interviste su YouTube!

Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

07/09/2026

Dal terremoto del Centro Italia alla pandemia, l’Enpaf ha attivato contributi straordinari e misure di welfare per sostenere i farmacisti e le loro famiglie colpiti dalle emergenze. Pace:...

A cura di Redazione Farmacista33

02/09/2026

Fasifar ed Emapi sono le forme di assistenza sanitaria integrativa per i farmacisti che prevedono prestazioni e modalità di accesso differenti. Sinasfa richiama l’attenzione sulle tutele...

A cura di Simona Zazzetta

31/08/2026

Enpaf conferma anche per l’anno 2026, lo stanziamento di 400.000 euro per l’erogazione di un contributo assistenziale una tantum, dedicato ai farmacisti che operano in regime libero-professionale...

A cura di Redazione Farmacista33

14/07/2026

Il Consiglio di amministrazione dell’Enpaf ha approvato anche per il 2026 il bando per il contributo assistenziale una tantum destinato agli iscritti titolari e soci di farmacie rurali. Confermato...

A cura di Redazione Farmacista33

 
Resta aggiornato con noi!

La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

 Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy

AZIENDE

La risposta per capelli più forti da Biothymus AC Active Trattamento Anticaduta Fiale

La risposta per capelli più forti da Biothymus AC Active Trattamento Anticaduta Fiale


Le nuove evidenze e l’evoluzione delle formulazioni hanno modificato la valutazione della terapia ormonale sostitutiva. Dopo l’aggiornamento delle avvertenze deciso dalla Fda per alcune...

A cura di Redazione Farmacista33

 
chiudi

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)

Top