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25 Maggio 2023

Ipotiroidismo, pazienti sfiduciati e peggioramento della qualità di vita


Pazienti ipotiroidei insoddisfatti dall'assistenza medica e impatto negativo sulla qualità di vita. Lo rivela uno studio


Il 50% dei pazienti che soffrono di ipotiroidismo risulta insoddisfatto della gestione e del trattamento, la maggior parte a causa di esperienze negative con il proprio medico verso il quale si registra una forte mancanza di fiducia, ed inoltre la maggioranza ha dichiarato che la malattia aveva influenzato negativamente la loro vita quotidiana. Questo è quanto emerge dallo studio realizzato da TFI (Associazione internazionale dei pazienti con patologie tiroidee) con il contributo di IBSA.

Ipotiroidismo: il 50% dei pazienti è insoddisfatto per gestione e trattamento

Lo studio, chiamato "E-MPATHY" (E-Mode Patient self-Assessment of THYroid therapy), ha arruolato per via telematica un totale di 3.915 pazienti ipotiroidei provenienti da 68 Paesi. La ricerca ha indagato l'impatto dell'ipotiroidismo sulla soddisfazione dei pazienti rispetto alla qualità della loro vita quotidiana e alle esperienze con il proprio medico e gli operatori sanitari ed è emerso che circa il 50% risulta insoddisfatto della gestione e del trattamento. La maggior parte degli intervistati ha riportato esperienze negative con il proprio medico verso il quale si registra una forte mancanza di fiducia e il 70% ha dichiarato che l'ipotiroidismo aveva influenzato negativamente la loro vita quotidiana.

Diagnosi precoce fondamentale, ma sintomi aspecifici la rendono difficile

Le disfunzioni della tiroide, fa sapere la nota, sono molto diffuse e si stima che oltre 1,5 miliardi di persone nel mondo siano a rischio di disturbi della tiroide. Solo l'ipotiroidismo colpirebbe il 5% della popolazione mondiale, con un'incidenza spiccata nelle donne. La diagnosi precoce è fondamentale nella cura di queste patologie, ma poiché i sintomi sono quasi sempre aspecifici (aumento di peso, calo di energia e malessere, sensibilità al freddo, sbalzi d'umore per citarne solo alcuni) risulta difficile una tempestiva e corretta identificazione della malattia, compromettendo la qualità di vita delle persone che ne soffrono.

«Un'altra conseguenza della sintomatologia aspecifica è che purtroppo fino al 10-15% delle persone con una diagnosi di ipotiroidismo non soddisfa i requisiti biochimici per tale diagnosi. Inoltre, almeno il 5-10% delle persone trattate con ormoni tiroidei riporta una scarsa qualità della vita, dovuta alla persistenza dei sintomi dell'ipotiroidismo», commenta Laszlo Hegedüs, professore al dipartimento di Endocrinologia di Odense (Danimarca). E aggiunge: «Una maggiore consapevolezza sui disturbi della tiroide potrebbe stimolare i pazienti a consultare il proprio medico, perché solo affidandosi a un esperto i disturbi della tiroide possono essere ben gestiti».

Attiva una campagna internazionale per migliorare gestione quotidiana e comunicazione col medico

Per aumentare la consapevolezza sulle patologie della tiroide e supportare i pazienti nella gestione quotidiana, nella Settimana mondiale della tiroide, IBSA lancia "Feel Thyroid", la campagna internazionale di sensibilizzazione che mira ad accendere l'attenzione e a fare chiarezza in particolare sull'ipotiroidismo. Tutti i contenuti della a campagna Feel Thyroid sono accessibili nella piattaforma dedicata www.feelthyroid.com, in cui trovare informazioni utili sulla patologia e strumenti interattivi che permettono di stimolare il paziente nella sua gestione quotidiana e migliorare il confronto con il proprio medico.

TAG: QUALITà DELLA VITA, IPOTIROIDISMO, ASSISTENZA MEDICA

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