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08 Febbraio 2024

Agevolazioni dipendenti, regole per il bonus mamme: istruzioni su procedure e dati per attivarlo

Tra le misure contenuto nella Manovra 2024 a sostegno delle famiglie c’è anche il cosiddetto Bonus mamme: con l’arrivo delle istruzioni Inps, è stato reso operativo. Dall’Istat arrivano gli aggiornamenti sull’inflazione

di Francesca Giani


Agevolazioni dipendenti, regole per il bonus mamme: istruzioni su procedure e dati per attivarlo

Tra le misure formulate per sostenere il potere di acquisto delle famiglie c’è anche il cosiddetto Bonus mamme, un provvedimento contenuto nella Manovra 2024 che, con l’arrivo delle istruzioni Inps, è stato reso operativo. Intanto, dall’Istat è arrivato il consuntivo sull’andamento del commercio 2023, che mostra gli impatti della corsa inflattiva nel 2023.

Bonus mamme: come funziona per chi ha due o tre e più figli
Introdotto dalla Legge Bilancio 2024, il cosiddetto Bonus mamme consiste in un esonero della contribuzione previdenziale (9,19% della retribuzione), fino a un massimo di 3.000 euro annui da riparametrare su base mensile, per le lavoratrici che hanno almeno tre figli. Il periodo di validità è, in questo caso, fino al 31 dicembre 2026. La manovra, in via sperimentale, per il 2024, ne ha esteso l’applicazione anche in presenza di due figli.
L’agevolazione - un beneficio massimo, ogni mese, di 250 euro lordi - riguarda tutte le dipendenti del settore pubblico e privato, anche in somministrazione e in apprendistato, purché con contratto a tempo indeterminato. Si applica anche in caso di part time. A essere escluso invece è chi è assunto a tempo determinato, le collaborazioni e chi è in stato di disoccupazione.

I requisiti per l’accesso e la cumulabilità con altre agevolazioni
Tra i requisiti per accedere all'agevolazione c'è l’età del figlio più giovane, che deve essere inferiore ai 18 anni, mentre, per quanto riguarda la fase sperimentale, in caso di due figli quindi, il più giovane deve avere un’età inferiore ai 10. A ogni modo, se la nascita del secondo figlio interviene in corso d’anno, il bonus sarà riconosciuto dal mese di nascita fino al compimento del decimo anno del bambino. Non sono previsti limiti legati all’Isee.
La decontribuzione per le lavoratrici madri risulta “cumulabile con gli esoneri riguardanti la contribuzione dovuta dal datore di lavoro”, ma non con il taglio del cuneo fiscale (circolare n. 11/2024 Inps), “in considerazione dell’entità della riduzione”, che quindi sono tra loro “alternativi”. Laddove” ci siano i presupposti per applicare entrambe le misure, l’esonero della quota a carico della lavoratrice madre risulta di entità maggiore rispetto all’esonero IVS”.
Il diritto all’esonero, va ricordato, è scattato dal mese di gennaio, ma non è stato possibile applicarlo sin da subito in quanto mancava il quadro operativo definito da Inps. La circolare emanata nei giorni scorsi ha reso operativa la decontribuzione e i beneficiari vedranno in busta paga quanto dovuto anche per il mese di gennaio con le mensilità successive.

La procedura per attivarlo e i dati necessari: l’autodichiarazione
Ma come funzione? Le lavoratrici interessate all’agevolazione possono rivolgersi ai propri datori di lavoro comunicando la volontà di avvalersi dell’esonero contributivo e indicando nell'autodichiarazione il numero dei figli e i relativi codici fiscali. A quel punto il datore di lavoro potrà inserire la richiesta di esonero nella denuncia retributiva. Spetta poi all’Inps verificare l’esistenza del requisito risalendo ai codici fiscali dei figli a carico.
La modalità alternativa è quella di utilizzare la funzionalità che sarà resa disponibile sul portale Inps, per la quale si è in attesa delle istruzioni.

Corsa inflattiva: gli impatti sul potere di spesa delle famiglie. Il fenomeno della shrinkflation
Le misure, va ricordato, si inseriscono in un quadro che vede effetti sempre più penalizzanti legati all’inflazione. Secondo gli ultimi dati Istat, “nel complesso del 2023 le vendite al dettaglio in valore crescono del 2,8% rispetto all’anno precedente, grazie soprattutto alla componente dei beni alimentari. Flettono, invece, i volumi (-3,7%), con andamenti sostanzialmente analoghi per alimentari e non alimentari”. Per quanto riguarda il nuovo anno, “a gennaio, secondo le stime preliminari, l’inflazione evidenzia un lieve rimbalzo, salendo allo 0,8% dallo 0,6% di dicembre 2023”.
Di recente, per altro, da Altroconsumo è stato evidenziato anche un altro fenomeno che grava sulle famiglie, la cosiddetta shrinkflation: “In mesi di monitoraggio abbiamo riscontrato variazioni importanti nel quantitativo di prodotto all'interno delle confezioni, mantenendo però il prezzo finale sostanzialmente invariato. In altri casi, invece, il prezzo della confezione subisce, seppur in misura limitata, un aumento a fronte della riduzione del suo contenuto”. Si tratta di “un fenomeno complesso che ha diverse declinazioni”, ma “i rincari dei prezzi unitari al litro o al chilo risultano consistenti: per metà dei prodotti analizzati parliamo di variazioni superiori al 30%”.  

TAG: FARMACISTI, DETRAZIONI FISCALI, INPS, BONUS, FISCO, DIPENDENTI

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