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Fisco e Tributi

14 Settembre 2024

Concordato preventivo biennale: applicazione alle farmacie. Ecco quando conviene

Il Concordato Preventivo Biennale è una delle recenti novità fiscali ed è uno strumento per aiutare le piccole imprese a pianificare in anticipo le tasse e ridurre l'evasione, offrendo maggiore certezza e serenità sui pagamenti fiscali. Ecco come si applica per le farmacie e quando conviene

di Francesca Giani


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Una delle recenti novità fiscali è il concordato preventivo biennale, uno strumento che, nelle intenzioni, è volto a favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi dichiarativi. Sul tema sono in corso valutazioni politiche anche per capire eventuali spazi per introdurre modifiche. Ma come si adatta al settore delle farmacie? A tornare sull’argomento sono Stefano De Carli e Vanessa Maggiore, commercialisti dello Studio Luce di Modena, nella seconda puntata dell’approfondimento pubblicato su Punto Effe. 

Concordato preventivo biennale: le valutazioni sull’applicazione al settore

Allo strumento - previsto dal Dlgs n. 13 del 12 febbraio 2024 - possono accedere i contribuenti esercenti attività d’impresa, arti o professioni che applicano gli Indici sintetici di affidabilità (ISA). «Per fare una prima valutazione delle possibilità e opportunità applicative dell’istituto al comparto» spiegano «occorre ripercorrere la situazione reddituale delle farmacie. I risultati di esercizio sono stati in media piuttosto elevati nel 2021, eccezionali nel 2022, soprattutto per coloro che hanno praticato il servizio tamponi e vaccini, e rientranti nella normalità per quanto attiene il 2023, sia in termini di fatturato, sia di utili. Di tale andamento si ha riscontro nel rendiconto delle pagelle ISA. Dai dati diffusi a maggio 2024 dal ministero dell’Economia sugli indici di affidabilità in merito alle dichiarazioni dei redditi relative al periodo d’imposta 2022, le farmacie sono risultate i contribuenti più virtuosi, con un indice di inaffidabilità del 25%, contro una media del 55,9%. Ma, le previsioni per il 2023, sulla base di alcune analisi condotte, sono di un peggioramento e questo è uno scenario che occorre prendere in considerazione».

Funzionamento e vincoli per l’adesione e il mantenimento

Tra le varie valutazioni relative all’operatività dello strumento, «ci sono una serie di elementi che vanno tenuti in conto: la farmacia, per esempio, deve continuare ad adempiere agli obblighi contabili anche se il suo imponibile viene sterilizzato per due anni. L’adesione al concordato comporta comunque un costo amministrativo e una complicazione dichiarativa, dal momento che viene ad ampliarsi il “doppio binario” tra reddito reale e reddito imponibile. Inoltre, viene limitato il ricorso a operazioni straordinarie che potrebbero essere interessanti per la vita aziendale». 
Il concordato infatti cessa di «avere efficacia dal periodo d’imposta in cui il contribuente è soggetto a operazioni di fusione, scissione, conferimento, o la società di persone o Srl “trasparente” sia interessata da modifiche della compagine sociale (trasferimento di quote societarie). L’istituto potrebbe adattarsi principalmente a quelle farmacie che non hanno in animo di intraprendere cambi gestionali».

I nodi da sciogliere e i possibili sviluppi

Nel caso «di decadenza poi restano dovute le imposte e i contributi, determinati tenendo conto del reddito e del valore della produzione netta concordati, se maggiori di quelli effettivamente conseguiti». Nella «nostra realtà, nello specifico, la percezione è che il concordato possa probabilmente essere accettato per la maggior parte da quelle farmacie interessate da eventi o situazioni non ordinari, quali per esempio l’apertura della sede da poco tempo, lo spostamento dei locali, l’avvicinamento di un gruppo di medici, la variazione positiva della viabilità, e così via».

Ma va detto che in generale, anche «nella stampa specializzata in tematiche fiscali, uno dei timori che sono stati messi in rilievo è che non produca miglioramenti in termini di rapporti con il fisco, ma al contrario che possa creare situazioni di incertezza. Il dubbio poi è che ne possano beneficiare soggetti che abbiano la quasi totale sicurezza di conseguire redditi in aumento». 
Si tratta «in ogni caso di una decisione delicata che andrà valutata sulla base della proposta scaturente dai dati ISA 2023 e sulla base dell’andamento della farmacia nel primo periodo dell’esercizio 2024».

TAG: FISCO, TASSE, FARMACIE

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