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04 Novembre 2026Contribuzione progressiva, agevolazioni per gli specializzanti, genitorialità e strumenti per conoscere la propria posizione previdenziale: in occasione di FarmacistaPiù 2026 Fenagifar presenta le sue richieste in quattro aree. Nel confronto con Enpaf anche il futuro del contributo di solidarietà, tra riduzione della quota e ampliamento del welfare.

Rendere più sostenibile l’ingresso dei giovani farmacisti nella previdenza, rafforzare le tutele nei primi anni di professione e fornire strumenti per comprendere gli effetti delle proprie scelte contributive. Sono gli obiettivi delle proposte presentate da Fenagifar a Enpaf e al centro del convegno “Enpaf, i 10 punti di Fenagifar: dalle proposte al confronto istituzionale” che si è svolto nella prima giornata di FarmacistaPiù 2026. Un confronto nel quale alle richieste dei giovani sono seguite le valutazioni dell’ente sulla fattibilità e sul loro equilibrio previdenziale. Sul tavolo anche la doppia contribuzione obbligatoria e il futuro del contributo di solidarietà, con un dibattito aperto nel Consiglio di amministrazione sulle possibilità di ridurre la quota o ampliare le coperture di welfare.
A illustrare le richieste è stata Ginevra Giannantonio, vicepresidente Fenagifar, che ha ricondotto le dieci proposte a quattro blocchi. Il primo riguarda la conoscenza della propria situazione previdenziale. “Il primo blocco è Capire per scegliere. La richiesta è di sviluppare un simulatore pensionistico, che sappiamo già essere in fase di lavorazione, e di creare una sorta di report annuale che ci permetta di capire la situazione dei giovani farmacisti nei confronti della previdenza”.
Il secondo blocco riguarda il sostegno ai neoiscritti e agli specializzanti. “Riteniamo fondamentale il sostegno ai neoiscritti agli Ordini professionali e, quindi, a Enpaf: passare da una contribuzione fissa a una contribuzione progressiva”, ha spiegato Giannantonio. A questa richiesta si affianca quella di “un regime agevolato per chi frequenta la specializzazione”.
La terza area comprende le tutele vicine alla vita dei giovani, a partire dalla genitorialità, con la richiesta di anticipare l’accesso al bonus bebè rispetto al terzo anno di iscrizione.
Il quarto blocco riguarda il metodo del confronto e la comunicazione: “Vorremmo istituire un tavolo permanente e, nello stesso tempo, cercare quanto più possibile di accompagnare l’ente verso una comunicazione sempre più digitale, attraversando insieme un processo di digitalizzazione” ha concluso Giannantonio.
Alle proposte Fenagifar ha risposto Marco Lazzaro, direttore generale Enpaf, richiamando la necessità di valutarle nel quadro dell’equilibrio previdenziale. “Al di là del fatto che siamo un ente vigilato, dobbiamo comunque assicurare il più possibile un equilibrio previdenziale”.
Sugli specializzanti, il direttore ha ricordato gli interventi di sostegno già previsti attraverso la sezione assistenza e richiamato una soluzione regolamentare sottoposta ai ministeri vigilanti per l’approvazione. L’obiettivo illustrato è alleggerire il carico contributivo mantenendo il legame previdenziale con l’ente e l’utilità futura degli anni di contribuzione. “Con questo processo di riforma si vuole agevolare la loro posizione: ridurre il carico contributivo, assicurandone comunque uno, sia pure più mitigato, per far sì che quegli anni possano essere utilizzati anche domani, in vista di una progressione di carriera all’interno del Servizio sanitario nazionale”.
Sul simulatore pensionistico, Lazzaro ha distinto le informazioni già disponibili online sul percorso contributivo dal progetto di uno strumento capace di rappresentarne le possibili evoluzioni: “Lo sforzo che stiamo facendo è invece cercare di introdurre un sistema che consenta all’iscritto di valutare quale possa essere la propria progressione dal punto di vista contributivo e previdenziale se cambia posizione o aliquota contributiva”. Uno sviluppo che “richiede attenzione all’affidabilità delle informazioni fornite”.
Per la genitorialità, il direttore ha ricordato la riduzione del requisito di iscrizione da cinque a tre anni, collegando la valutazione di ulteriori interventi alla continuità di iscrizione e alla contribuzione. “Abbiamo abbassato il requisito; vedremo se sarà possibile un ulteriore sforzo, come abbiamo fatto per l’innalzamento dell’Isee”. Ha inoltre riferito di una crescita delle domande e di ripetuti finanziamenti del fondo.
Sul versante del welfare, Lazzaro ha richiamato le coperture Emapi, dalla long term care alla “temporanea caso morte”, fino all’assistenza sanitaria integrativa per i grandi eventi. “Attraverso questo sforzo supplementare, Enpaf prevede nel budget 2027 circa tredici milioni e mezzo destinati alle coperture Emapi”. Il direttore ha indicato prospettive di ampliamento, con un passaggio di approvazione in Consiglio nazionale nel mese di novembre.
La questione della doppia contribuzione obbligatoria è stata affrontata da Vladimiro Grieco, past president Fenagifar e componente del CdA Enpaf, che ha ricostruito il percorso di ascolto avviato nel 2022 con le Agifar del Lazio, proseguito con un’assemblea pubblica nazionale e poi esteso alle altre rappresentanze della categoria.
Da questo confronto, ha spiegato, è emersa con continuità “l’insoddisfazione dei farmacisti dipendenti per il doppio obbligo contributivo”. Grieco ha richiamato l’apertura manifestata dal presidente di Enpaf Maurizio Pace a Cosmofarma sul superamento di questo vincolo, precisando che “occorre un intervento legislativo e che il percorso parlamentare richiede tempi non brevi”.
Nel frattempo, ha osservato, “i colleghi continuano a pagare e alcuni a essere scontenti di versare questa doppia contribuzione”. È in questo contesto che si colloca il confronto interno al CdA sulle possibilità di intervento sul contributo di solidarietà.
Grieco ha riferito l’esistenza di due orientamenti nel Consiglio: da una parte la proposta di ridurre ulteriormente il contributo di solidarietà, dall’altra quella di mantenere la quota attuale e rafforzare il welfare.
“C’è una discussione in atto non solo per capire quanto siano importanti le coperture, ma soprattutto perché una parte del CdA invece sostiene che sia molto importante, a parità di costo dare maggiore copertura di welfare”.
Tra gli esempi richiamati nel ragionamento figurano analisi del sangue, controlli cardiologici, check-up e igiene dentale: ipotesi di prestazioni sulle quali riflettere, nell’ambito di un dibattito ancora aperto.
Grieco ha quindi proposto di approfondire la possibilità di combinare i due obiettivi: “Perché non provare a fare entrambe le cose?”. La proposta è ricorrere a una simulazione per valutare quanto si possa ridurre la quota per alcuni colleghi e quali tutele si possano migliorare, individuando le risorse necessarie.
Il convegno si inserisce nel percorso avviato a Cosmofarma e proseguito con l’incontro del 24 giugno tra la presidenza Enpaf e il direttivo Fenagifar.
“Come rappresentante di Fenagifar, ritengo determinante dimostrare che esiste un dialogo e instaurare una collaborazione su una tematica così sentita dalla nostra base” ha detto Francesco Ferro Russo, presidente Fenagifar che ha riconosciuto un cambio di passo nel rapporto con l’attuale CdA. “Oggi abbiamo presentato un lavoro su alcune proposte che Fenagifar ha sottoposto al CdA di Enpaf che sono state valutate e su alcune ci sarà poi un lavoro da fare insieme”.
Maurizio Pace, presidente Enpaf, ha ribadito l’apertura ai giovani, richiamando gli osservatori dedicati ai giovani e agli specializzanti e l’impegno nella formazione previdenziale. “Quando il nuovo CdA si è insediato, ha posto come base non soltanto un’apertura a 360 gradi su tutte le tematiche di rinnovamento e cambiamento che stiamo portando avanti, ma soprattutto un confronto costante”.
Un rapporto che Pace lega anche alla preparazione della futura classe dirigente: “Come casse di previdenza dobbiamo investire nella formazione della futura classe dirigente, e in questo Fenagifar dovrà starci accanto”. La costruzione della consapevolezza previdenziale, ha sottolineato, deve iniziare già durante gli studi: “Bisogna iniziare subito a porre le basi, già da quando si è studenti”.
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