Fitoterapia
18 Aprile 2024La Rhodiola rosea (RR) è una pianta i cui componenti bioattivi possono funzionare come adattogeni, aumentando la resistenza allo stress e migliorando la resilienza generale

La Rhodiola rosea (RR) è una pianta i cui componenti bioattivi possono funzionare come adattogeni, aumentando la resistenza allo stress e migliorando la resilienza generale. Alcuni di questi effetti possono influenzare la prestazione sportiva e gli adattamenti cardiocircolatori dell’esercizio. Sulla base di studi sull’animale, si è evidenziato che i potenziali meccanismi per gli effetti ergogenici della RR includono la modulazione delle riserve e dell’uso del substrato energetico, la riduzione dell’affaticamento e del danno muscolare e l’alterata attività antiossidante. Almeno sedici studi sugli esseri umani hanno esplorato la potenziale ergogenicità della RR. Questi studi indicano che la supplementazione di RR in acuto (∼200 mg RR contenenti ∼1% di salidroside e ∼3% di rosavina, forniti 60 minuti prima dell'esercizio) può prolungare il tempo di esaurimento e migliorare le prestazioni delle prove a cronometro in maschi e femmine praticanti sport, con un limitato beneficio della supplementazione cronica. Studi recenti che hanno fornito dosi più elevate (da circa 1500 a 2400 mg RR/die per 4-30 giorni) hanno dimostrato effetti ergogenici durante gli sprint sui cicloergometri e l'allenamento di resistenza in adulti allenati e non allenati. Gli effetti della RR sul danno muscolare, sull’infiammazione, sulla modulazione del sistema energetico, sull’attività antiossidante e sullo sforzo percepito sono attualmente inconcludenti. Complessivamente, sembra che l’RR adeguatamente dosato, migliori la prestazione fisica e i relativi risultati per compiti selezionati. Tuttavia, la letteratura attuale non mostra all’unanimità che RR sia ergogenico. La variabilità nella dose e nella durata dell'integrazione, della concentrazione di composti bioattivi, delle caratteristiche dei partecipanti, la tipologia di sforzo test da sforzo e e la modalità di elaborazione statistica rendono ragione di questa non uniformità di risultati. Gli autori di questa review, concludono che la ricerca futura dovrebbe basarsi sulla valutazione dell’impiego cronica di questo rimedio per stabilire le condizioni in cui l’integrazione facilita la prestazione e gli adattamenti dell’esercizio.
Vittorio Mascherini
Medico CERFIT
AOU Careggi, Firenze
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