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Fitoterapia

05 Febbraio 2026

Affaticamento visivo da schermo, un aiuto dai rimedi naturali secondo la scienza

Nell’era digitale, sempre più persone trascorrono gran parte della giornata davanti a dispositivi elettronici. Questo comporta un complesso di sintomi noto come digital eye strain o sindrome da affaticamento oculare digitale. Per questo problema la fitoterapia e il farmacista possono essere d’aiuto

di Angelo Siviero (Farmacista esperto in fitoterapia e galenica)


Affaticamento visivo da schermo, un aiuto dai rimedi naturali secondo la scienza

Il digital eye strain, o sindrome da affaticamento oculare digitale, è un problema sempre più frequente causato dall’uso continuativo e non protetto di schermi e dispositivi elettronici. Si manifesta tipicamente con sensazione di bruciore, secchezza e irritazione oculare, difficoltà di messa a fuoco, visione offuscata, dolore agli occhi e peggioramento della qualità visiva percepita dopo uso prolungato dello schermo.

Comportamento corretti e buone abitudini

Tradizionalmente, le strategie di gestione comprendono pause regolari, corretta illuminazione, utilizzo di lenti con filtro alla luce blu, attenzione all’ergonomia visiva e adeguata idratazione. Negli ultimi anni, tuttavia, un numero crescente di studi ha iniziato a valutare il possibile ruolo di specifici composti naturali nel ridurre i sintomi e sostenere la salute oculare.

Tra questi, luteina e zeaxantina occupano una posizione di primo piano. Si tratta di xantofille carotenoidi presenti in elevate concentrazioni nella macula e anche in alcune specie vegetali, tra cui la Tagetes erecta. Grazie alle loro proprietà antiossidanti e alla capacità di filtrare parte della luce blu ad alta energia emessa dagli schermi, possono teoricamente contribuire a ridurre lo stress ossidativo e l’affaticamento cellulare. Un trial randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo condotto su 70 adulti che utilizzano schermi per più di sei ore al giorno ha evidenziato che l’integrazione con luteina (10 mg) e zeaxantina (2 mg) per sei mesi ha portato a miglioramenti in alcuni parametri clinici di salute oculare, anche se gli esiti soggettivi di affaticamento visivo non sono risultati significativamente diversi rispetto al placebo (Lopresti et al., 2025).

 Approcci fitoterapici studiati

Risultati più interessanti emergono da approcci fitoterapici combinati che associano carotenoidi a estratti vegetali ricchi di antiossidanti. In uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo su 360 adulti con sintomi di affaticamento visivo, un complesso botanico contenente luteina, zeaxantina e estratti di ribes nero, crisantemo e goji assunto per 90 giorni ha determinato una riduzione significativa dei punteggi di fatica oculare rispetto al placebo, un miglioramento dei sintomi individuali come occhi doloranti, visione sfocata, sensazione di corpo estraneo e lacrimazione, oltre a un aumento della secrezione lacrimale e a una migliore stabilità del film lacrimale (Kan et al., 2020).

Altri composti naturali che possono contribuire al supporto dell’affaticamento visivo negli utilizzatori di dispositivi digitali includono il mirtillo nero, ricco di antociani, gli omega-3 (EPA e DHA) e l’astaxantina, un carotenoide estratto da microalghe. Per questi nutrienti le evidenze sono considerate promettenti, sebbene non ancora definitive (Kizawa et al., 2020).

Indicazioni pratiche per il farmacista di comunità

Nella pratica quotidiana il farmacista può prendere in considerazione il consiglio di un integratore fitoterapico o nutraceutico quando il paziente riferisce sintomi lievi di affaticamento visivo legati all’uso prolungato di dispositivi digitali, come secchezza, irritazione o sensazione di “occhio stanco” dopo molte ore davanti allo schermo. In questi casi è importante valutare il quadro complessivo e chiarire che l’obiettivo dell’integrazione non è migliorare i decimi visivi, ma sostenere il comfort oculare e la capacità dell’occhio di tollerare lo stress visivo digitale.

Ecco cosa consigliare (meglio se in associazione):

Luteina e zeaxantina - Contribuiscono al mantenimento del pigmento maculare e alla protezione dallo stress luminoso. Dosi comunemente studiate: luteina 10 mg/die, zeaxantina 2 mg/die.

Astaxantina (da alghe) - Può favorire l’accomodazione oculare e la velocità di rifocalizzazione in utilizzatori intensivi di schermi. Dosi utilizzate negli studi: 6–12 mg/die.

Antociani (mirtillo nero, ribes nero) - Associati a riduzione della fatica visiva in condizioni di carico visivo prolungato.
Dosi tipiche: estratti standardizzati pari a 40–120 mg/die di antociani totali.

Omega-3 (EPA/DHA) - Coadiuvanti nei soggetti con secchezza oculare associata a uso digitale.
Range utilizzato: 500–1.000 mg/die di EPA+DHA.

È importante rendere chiaro al paziente che tutti questi interventi non migliorano i decimi visivi, ma possono migliorare comfort e resilienza dell’occhio allo stress digitale. L’efficacia è maggiore se associata a pause visive e corretta ergonomia.

Fonte:

helpnaturhealth.com

Front Nutr. 2025;12:1522302.

Am J Clin Nutr. 2020;112(2):334–342.

Nutrients. 2020;12(3):600.

TAG: OCCHI, OCCHIO, FITOTERAPIA, FARMACISTI

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