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Fitoterapia

16 Marzo 2026

Rinite allergica, Petasites: efficacia dell’estratto purificato. Ecco cosa sapere su evidenze cliniche e sicurezza

Petasites hybridus è una delle piante più studiate per la rinite allergica, ma le evidenze cliniche riguardano esclusivamente un estratto purificato e standardizzato, privo di alcaloidi pirrolizidinici

di Angelo Siviero (Farmacista esperto in fitoterapia e galenica)


Rinite allergica, Petasites: efficacia dell’estratto purificato. Ecco cosa sapere su evidenze cliniche e sicurezza

Tra le piante officinali tradizionalmente usate per la rinite allergica, Petasites hybridus, noto come farfaraccio può vantare studi clinici di efficacia randomizzati controllati pubblicati su riviste internazionali. Ma anche in questo caso è necessario fare una distinzione fondamentale che spesso sfugge nel dibattito divulgativo: gli studi non riguardano la pianta generica o l’estratto secco tradizionale, bensì un estratto purificato e standardizzato, Ze 339, titolato in petasine e dichiarato privo di alcaloidi pirrolizidinici.

Gli studi clinici disponibili

Le petasine attenuano la cascata infiammatoria allergica agendo soprattutto sulla via dei leucotrieni e sulla stabilizzazione dei mastociti. Gli alcaloidi pirrolizidinici sono invece epatotossici, perché nel fegato vengono convertiti in metaboliti reattivi che danneggiano epatociti e vasi epatici, con possibile effetto veno-occlusivo e cancerogeno.

Lo studio più citato riguardo il Petasites è il trial randomizzato in doppio cieco pubblicato sul BMJ nel 2002 da Schapowal e colleghi, in cui Ze 339 si è dimostrato comparabile alla cetirizina nel migliorare i sintomi della rinite allergica stagionale, senza evidenza di sedazione clinicamente significativa (1). Il dosaggio utilizzato era pari a 32 mg/die di estratto standardizzato in petasine. Studi successivi hanno confermato un beneficio sintomatico, pur con risultati non sempre superiori al placebo (2). Una revisione sistematica pubblicata su Annals of Allergy, Asthma & Immunology ha incluso sei RCT, con esiti globalmente favorevoli ma con limiti metodologici e frequente finanziamento industriale (3). Dati osservazionali svizzeri post-marketing hanno riportato miglioramenti clinicamente rilevanti con buona tollerabilità (4). Non siamo dunque davanti a una pianta priva di evidenze e soprattutto, non siamo davanti al fitocomplesso integrale.

Fitocomplesso o frazione purificata: un caso controcorrente

Ed è qui che il caso Petasites diventa interessante dal punto di vista scientifico. In questo specifico contesto, la frazione purificata appare più clinicamente rilevante e più sicura del fitocomplesso completo. Una conclusione quasi controcorrente rispetto alla narrativa secondo cui “il fitocomplesso è sempre superiore”. La ragione è tossicologica: Petasites hybridus contiene naturalmente alcaloidi pirrolizidinici (PAs), sostanze con potenziale epatotossico, genotossico e carcinogenico. Gli estratti utilizzati negli studi clinici sono invece sottoposti a processi di purificazione per eliminare questi composti.

I limiti di sicurezza fissati dall’Ema

Nel 2021 l’Ema ha fissato limiti estremamente stringenti per l’esposizione agli alcaloidi pirrolizidinici, nell’ordine di 0,007 μg/kg/die come riferimento a lungo termine. Anche contaminazioni minime, se croniche, possono comportare un rischio cumulativo. È questo il motivo per cui Petasites hybridus non rientra tra le piante ammesse negli integratori alimentari in Italia: non per inefficacia, ma per una scelta prudenziale legata alla sicurezza.

Il quadro cambia in Svizzera, dove è autorizzato un medicinale fitoterapico contenente l’estratto Ze 339, registrato per la rinite allergica stagionale con un dossier completo di qualità, sicurezza ed efficacia. La differenza è regolatoria: in Svizzera il prodotto è un farmaco; in Italia non è stato intrapreso un analogo percorso di AIC e, in presenza di antistaminici consolidati, il rapporto beneficio/rischio è stato valutato con maggiore cautela.

Il consiglio del farmacista

Poiché il prodotto svizzero è facilmente acquistabile online, il farmacista italiano è comunque chiamato a fornire un’informazione puntuale quando richiesto. L’efficacia documentata riguarda esclusivamente estratti standardizzati e purificati dai PAs, non preparazioni generiche. Gli studi hanno valutato l’uso sintomatico per 2–4 settimane (16–32 mg/die di petasine), mentre mancano dati solidi su prevenzione pre-stagionale o impiego cronico. In caso di epatopatie o terapie epatotossiche, la prudenza è imprescindibile.

Fonte:

  1. Schapowal A, Petasites Study Group. Randomised controlled trial of butterbur and cetirizine for treating seasonal allergic rhinitis. BMJ. 2002;324:144-6.
  2. Gray RD, Haggart K, Lee DK, Cull S, Lipworth BJ. Effects of butterbur treatment in intermittent allergic rhinitis: a placebo-controlled evaluation. Ann Allergy Asthma Immunol. 2004;93:56-60.
  3. Guo R, Pittler MH, Ernst E. Herbal medicines for the treatment of allergic rhinitis: a systematic review. Ann Allergy Asthma Immunol. 2008;101:105-15.
  4. Käufeler R, Polasek W, Brattström A, Koetter U. Efficacy and safety of butterbur herbal extract Ze 339 in seasonal allergic rhinitis. Adv Ther. 2006;23:373-84.
  5. European Medicines Agency. Public statement on the use of herbal medicinal products containing toxic, unsaturated pyrrolizidine alkaloids (PAs). EMA/HMPC. 2021

helpnaturhealth.com

TAG: FITOTERAPIA, RINITE ALLERGICA, FARMACISTA

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