Naltrexone galenico a basso dosaggio, benefici in patologie infiammatorie e autoimmuni croniche
Il Naltrexone è un principio attivo utilizzato nella terapia di mantenimento della disassuefazione da oppioidi in quanto inibisce i recettori degli oppioidi senza attivarli. Ma sono stati osservati in alcuni pazienti trattati con naltrexone hanno riportato, significativi benefici secondari in condizioni infiammatorie e autoimmuni croniche. In particolare, tali risultati si sono registrati con l'utilizzo di dosaggi più bassi di naltrexone rispetto a quelli consuetamente utilizzati.
La terapia LDN - Low Dose Naltrexone
Il naltrexone è uno specifico antagonista degli oppioidi con azione simile e di più lunga durata di quella del naloxone rispetto al quale è 2-9 volte più potente. Il farmaco agisce da antagonista competitivo a livello dei recettori mu, delta e kappa del Sistema nervoso centrale: aumenta il numero di questi recettori e si ottiene un blocco reversibile dell'analgesia, della depressione respiratoria e della miosi prodotte dagli oppioidi. Può precipitare una grave sindrome di astinenza in soggetti fisicamente dipendenti da oppiacei e pentazocina. Scoperto nel 1963 e utilizzato con successo per decenni per il trattamento della dipendenza da oppioidi, mentre negli ultimi anni è aumentato il numero di ricerche utilizzando questa molecola a dosi molto inferiori rispetto alle compresse standard. La terapia viene definita "LDN" (Low Dose Naltrexone) e prevede l'utilizzo di questo attivo a dosaggi tra 0,5 mg e 5 mg al giorno (invece dei 50mg abituali). Alcuni studi riportano un aumento dei livelli di endorfine in seguito al breve blocco dei recettori degli oppioidi, inoltre, a questo dosaggio, il naltrexone mostra effetti antinfiammatori inibendo i recettori non oppioidi. Il naltrexone blocca il recettore toll-like 4 (TLR4), che si trova sui cheratinociti e anche sui macrofagi come la microglia. In ambito dermatologico, alcuni case report riportano miglioramenti soprattutto per condizioni dermatologiche infiammatorie e autoimmuni tra cui la malattia di Hailey-Hailey, il lichen planopilaris, la psoriasi e vari tipi di prurito.
Naltrexone in crema per prurito e dolore
In un case study, una crema di naltrexone all'1% è stata confrontata con un veicolo da solo per il trattamento del prurito. I pazienti che hanno utilizzato questa crema topica hanno riportato una diminuzione del 30% dei punteggi sulla scala analogica visiva per il dolore acuto e cronico. I pazienti con episodi cronici di prurito hanno risposto meglio di quelli con episodi acuti. Le combinazioni di naltrexone che si possono ipotizzare per applicazioni dermatologiche sono con antistaminici, corticosteroidi, inibitori della calcineurina e/o bloccanti dei canali del sodio per le varie condizioni da trattare. È stato approfondita la possibilità di utilizzare il naltrexone in piccole dosi anche per il trattamento della neuropatia diabetica dolorosa cronica. Gli studi clinici sul naltrexone a basso dosaggio (1-5 mg/die) hanno mostrato efficacia e sicurezza in alcune condizioni dolorose croniche, e in un piccolo studio i partecipanti sono stati randomizzati a ricevere 2 mg di naltrexone o 10 mg di amitriptilina al giorno. Al termine delle 6 settimane di trattamento, il naltrexone a basse dosi ha mostrato un'efficacia simile e un profilo di sicurezza superiore rispetto all'amitriptilina nella neuropatia diabetica dolorosa.
Naltrexone, prescrizione off-label del farmaco
Esempio formulativo: Materiali: bilancia, mortaio, pestello, incapsulatrice, sistema di aspirazione polveri Naltrexone Cloridrato 3mg Eccipiente qb Pesare il quantitativo necessario di naltrexone in base alla capsule da allestire. A parte valutare con cilindro avvinato la quantità di eccipiente necessario per il riempimento delle capsule. Il volume da considerare sarà 37ml per capsule di tipo 2, 30ml per le capsule di tipo 3, 20ml per il tipo 4. Trasferire in mortaio e procedere in progressione geometrica alla miscelazione della polvere di principio attivo con l'eccipiente. Procedere quindi ad incapsulare. Si consiglia di effettuare un test utilizzando una minuscola dose di polvere colorata al fine di valutare l'omogenea distribuzione del principio attivo nella polvere prima di incapsulare. Effettuare i controlli di uniformità di massa, tenuta della capsula, tenuta del contenitore primario e corretta compilazione dell'etichetta come da farmacopea. Quando consideriamo un preparato come questo, la cui finalità di utilizzo esula dalle indicazioni riportate nell'AIC del naltrexone, ricadiamo in una prescrizione off-label del farmaco. Sarà compito del medico compilare correttamente la ricetta e del farmacista svolgere le attività correlate alla spedizione della stessa. Luca Guizzon Farmacista clinico territoriale, esperto di fitoterapia, farmacia Campedello (www.farmaciacampedello.it)
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