Ipertensione, nifedipina sospensione orale: preparazione in farmacia
La nifedipina è una molecola appartenente alla classe dei "calcio-antagonisti": agisce con effetto vasodilatatore inibendo l'ingresso del calcio nel canale omonimo a livello del muscolo liscio vasale e cardiaco. Questo effetto è più marcato sulla muscolatura liscia vasale rispetto al cuore perché la depolarizzazione delle cellule del muscolo cardiaco dipende sia dall'ingresso degli ioni sodio che da quello degli ioni calcio. La nifedipina possiede per altro un modesto effetto sulle cellule del muscolo cardiaco in quanto, nonostante l'influsso degli ioni calcio venga ridotto, il farmaco ha un effetto modesto sulla velocità di recupero del canale lento (cioè, non prolunga il periodo necessario perché il canale riacquisti la capacità di attivarsi in risposta alla depolarizzazione della cellula).
Efficacia della somministrazione orale: compresso o soluzione
La nifedipina possiede effetto vasodilatatorio selettivo sulle arterie polmonari, coronariche e periferiche con conseguente riduzione della pressione arteriosa sistemica e quindi sollecitazione della risposta riflessa simpaticomimetica con tachicardia ed aumento della gittata cardiaca. Possiede anche effetto inotropo negativo diretto sulla muscolatura cardiaca, ma quest'azione è evidente con dosi più elevate di quelle che causano vasodilatazione delle arterie. In seguito a somministrazione sublinguale la nifedipina compare nel sangue entro 10 minuti, ecco perché le soluzioni di nifedipina vengono spesso utilizzate come rimedio di emergenza per controllare picchi di ipertensione. La somministrazione orale "classica" tramite capsule invece prevede un assorbimento più rapido se la capsula viene masticata ed ingoiata, altrimenti si manifestano livelli di picco entro 30-60 minuti o entro 120-240 minuti. L'assunzione di alimenti ritarda il raggiungimento del picco di concentrazione plasmatica, senza ridurre (forse) significativamente la biodisponibilità del farmaco.
Sospensione orale o gocce soluzione per pazienti particolari
Quando si desidera un effetto più rapido le capsule possono essere masticate e ingerite o si lascia che il loro contenuto liquido rimanga per breve tempo a contatto con la mucosa della cavità orale (somministrazione buccale o sottolinguale). Con tale modalità nel trattamento di emergenza dell'ipertensione può essere impiegata una dose singola di 10 o 20 mg di farmaco; tuttavia, questa somministrazione qualche volta ha dato luogo ad un abbassamento repentino della pressione con conseguente manifestazione ischemica. Se per il trattamento delle crisi ipertensive si può quindi ricorrere al trattamento con capsule masticate o triturate, per i pazienti che fanno fatica a deglutire o con nutrizione tramite sondino nasogastrico, il ricorso ad una sospensione orale o gocce può essere l'unica soluzione. La nifedipina è praticamente insolubile in acqua, mentre è moderatamente solubile in alcool. Si presti attenzione a quando si maneggia la materia prima, perché se esposta alla luce solare o ad alcune lunghezze d'onda di luce artificiale, la sostanza viene convertita in un derivato nitrosofenilpiridinico, mentre per esposizione a luce UV si forma un derivato della nitrofenilpiridina. Le soluzioni di nifedipina devono essere preparate immediatamente prima dell'uso e al buio o sotto luce a lunghezza d'onda superiore a 420 nm. Conservare la sostanza e la preparazione in contenitori ben chiusi e al riparo dalla luce.
Tre esempi formulativi
Esempio formulativo 1 Materiali: mortaio, pestello, bilancia, cilindro graduato Nifedipina 2g Polietilenglicole 400 190 ml Glicerina 127 ml Olio di menta piperita3.2 ml Dispedere la nifedipina in polietlenglicole, quindi aggiungere la glicerina. Portare a 95° e continuare ad agitare fino a dissoluzione, portare a volume con polietilenglicole 400. Aggiungere l'olio di menta dopo raffreddamento. In entrambi i casi gli autori suggeriscono un tempo di validità della preparazione di 35gg.
Esempio formulativo 2 Materiali: mortaio, pestello, bilancia, cilindro graduato Nifedipina 1g Base per sospensioni qb a 100ml Dispedere la nifedipina in mortaio con una piccola quantità di base. Quindi aggiungere in progressione geometrica e portare a volume in cilindro. A seconda della base utilizzata, in questo caso si può arrivare anche a 90 giorni di validità del preparato.
Esempio formulativo 3 Materiali: mortaio, pestello, bilancia, cilindro graduato Nifedipina 1g Polietilen glicole 200 100ml In quest'ultimo esempio, si può utilizzare lo stesso (e unico) eccipiente riportato nel bugiardino del farmaco industriale. Tutti i preparati sono da prepararsi dietro la presentazione di ricetta medica NON ripetibile, in quanto il farmaco rientra negli elenchi delle materie prime sottoposte a vigilanza doping. Molti degli effetti collaterali sintomatici sono dovuti all'azione vasodilatatrice della nifedipina; i più frequenti sono cefalea, flushing, parestesie, palpitazione, vertigini, edema malleolare e gonfiore alle caviglie. Sono stati anche descritti disturbi gastrointestinali, vertigini, letargia, e altri a carico del SNC. Nei diabetici, che assumono anche nifedipina, si consiglia di aggiustare il dosaggio della terapia antidiabetica. In caso di sovradosaggio da nifedipina si possono manifestare ipotensione e bradicardia con perdita di coscienza. L'ipotensione può essere trattata disponendo il paziente in posizione supina con i piedi sollevati. La nifedipina può aumentare gli effetti antiipertensivi dei b-bloccanti; tale associazione può essere utilizzata in terapia in quanto il farmaco può invertire, attraverso la sua azione vasodilatatrice, la depressione della funzione cardiaca causata dai b-bloccanti.
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