Galenica
27 Marzo 2026Il glicopirronio rappresenta una delle opzioni farmacologiche disponibili per trattare la scialorrea e, in caso di necessità, le formulazioni galeniche consentono di personalizzare dosaggio e forma farmaceutica, soprattutto quando il medicinale industriale non è facilmente reperibile.

Il glicopirronio rappresenta una delle opzioni farmacologiche utilizzate per il controllo della scialorrea, una condizione che può avere un impatto clinico e sociale rilevante nei pazienti con patologie neurologiche o disabilità dello sviluppo. La disponibilità di formulazioni galeniche consente di adattare il trattamento alle esigenze individuali del paziente, soprattutto nei casi in cui il medicinale industriale non sia facilmente reperibile o quando sia necessario personalizzare dosaggio e forma farmaceutica. Il farmaco appartiene alla classe degli antimuscarinici e si caratterizza per la ridotta capacità di attraversare la barriera ematoencefalica, con una minore incidenza di effetti collaterali a livello centrale rispetto ad altri anticolinergici.
La scialorrea consiste nella perdita involontaria di saliva dalla bocca. È un fenomeno fisiologico nella prima infanzia, che generalmente regredisce tra i 18 e i 30 mesi con la maturazione delle funzioni oromotorie. Tuttavia, può diventare una condizione clinicamente rilevante nei bambini e negli adulti con disabilità dello sviluppo, in particolare nei soggetti con paralisi cerebrale, ma anche in presenza di malattie neurologiche come Parkinson, SLA, disfagia neurologica o nel contesto delle cure palliative.
Se non trattata, la scialorrea può avere conseguenze sia mediche sia psicosociali: irritazione e macerazione della cute periorale, disidratazione, umidità persistente e cattivo odore degli indumenti, difficoltà relazionali, riduzione dell’autostima e limitazioni in ambito lavorativo.
Le opzioni terapeutiche includono la terapia oromotoria e, nei casi selezionati, interventi chirurgici; tuttavia, nessuna di queste strategie garantisce un successo completo e sia la chirurgia sia la terapia farmacologica possono essere associate a effetti avversi.
La terapia farmacologica mira a ridurre il volume della saliva senza intervenire direttamente sui disturbi della deglutizione. Il blocco dei recettori muscarinici colinergici determina una diminuzione della secrezione salivare; tuttavia, la scarsa selettività dei farmaci anticolinergici può comportare effetti indesiderati centrali e periferici, quali irrequietezza, irritabilità, sonnolenza, stipsi, ritenzione urinaria e vampate di calore.
L’impiego di glicopirronio nel trattamento della scialorrea è supportato dalla disponibilità in commercio di una formulazione orale, sebbene talvolta non facilmente reperibile. In questi casi, la preparazione galenica rappresenta una valida alternativa, sia per sopperire a eventuali carenze del prodotto industriale, sia per personalizzare forma farmaceutica e dosaggio in base alle esigenze del paziente. Inoltre, nel paziente adulto l’utilizzo è spesso off-label, poiché il farmaco registrato è indicato per bambini e adolescenti dai 3 ai 18 anni, con prescrizione limitativa riservata a specialisti (pediatri, neurologi o neuropsichiatri infantili). Grazie al suo meccanismo d’azione, il glicopirronio può essere impiegato anche nel trattamento dell’iperidrosi, ad esempio sotto forma di crema per applicazione topica.
Il glicopirrolato si è dimostrato efficace nel controllo della scialorrea a un dosaggio di 0,10 mg/kg per dose. In caso di risposta insufficiente, è possibile valutare incrementi di circa 0,04 mg/kg per dose, non più frequentemente di una volta alla settimana. Le somministrazioni sono generalmente bisettimanali (metà mattina e metà pomeriggio).
Nell’adulto si ricorre spesso a formulazioni galeniche o a compresse di glicopirrolato. La dose iniziale abituale è di 0,5–1 mg, 2–3 volte al giorno, con aggiustamenti settimanali fino a raggiungere la dose efficace, generalmente compresa tra 1 e 2 mg, 2–3 volte al giorno.
Anche per l’adulto può essere proposta una preparazione in soluzione orale: il glicopirronio, infatti, è facilmente solubile in acqua e presenta una buona stabilità in formulazione acquosa, caratteristica che lo rende particolarmente adatto all’allestimento galenico.
Esempio formulativo
Preparare l’acqua preservata sciogliendo la miscela di nipagina e nipasolo in acqua bollente. Dopo raffreddamento, sciogliere l’attivo assieme al dolcificante e l’aroma. Portare a volume e consegnare con misurino o siringa adeguata per il dosaggio preciso.
Gli effetti collaterali che possono manifestarsi sono iperattività e irritabilità, costipazione, diarrea, eccessiva secchezza orale, ritenzione urinaria, mal di testa, sonnolenza, pupille dilatate, visione offuscata, rossore al viso, congestione nasale, vomito, vertigini, disidratazione, secrezioni ispessite, infezione del tratto urinario, febbre ed eruzione cutanea. Sebbene possano manifestarsi con relativa facilità, solo raramente rendono necessaria la sospensione del trattamento; in tal caso, tendono a regredire.
Il glicopirronio bromuro è incompatibile con gli alcali. Nel caso di preparazioni con più principi attivi, non deve essere miscelato con cloramfenicolo, diazepam, e altre molecole.
Fonti:
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Photo credits: Freepik
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