Cosmesi, settore chiude 2019 in crescita: regge canale farmacia, stasi in mass market
Il settore cosmetico conferma la sua tenuta: il 2019 chiude con una crescita del 2,3% per il fatturato globale e con un andamento positivo per profumeria e farmacia
Il settore cosmetico conferma la sua tenuta: il 2019 chiude con una crescita del 2,3% per il fatturato globale e con un andamento positivo per profumeria (+2%) e farmacia (+1,8%) a fronte di una "contaminazione tra canali classici e nuove forme di distribuzione", una omnicanalità che spinge le imprese "verso nuove forme di disintermediazione". Queste alcune rilevazioni congiunturali a cura del Centro studi di Cosmetica Italia, presentate oggi presso la Sala Convegni di Intesa Sanpaolo, che illustrano i dati preconsuntivi 2019 e le previsioni relative al primo semestre 2020.
Esportazioni e canali distributivi
Il fatturato globale 2019 segna un valore di 11,9 miliardi di euro; l'export in rallentamento ma mostra "dinamicità" con un valore di 5 miliardi di euro (+2,9% rispetto al 2018) e incide sulla bilancia commerciale che si avvicina ai 2,9 miliardi di euro (+5,5% rispetto al 2018). Va bene anche il mercato interno: i preconsuntivi 2019 registrano una crescita del 2% della spesa degli italiani per un valore di oltre 10,3 miliardi di euro con analoghe previsioni per il 2020. I canali professionali mostrano una tenuta dei consumi: l'acconciatura professionale segnala infatti un +2% rispetto al 2018, mentre i centri estetici registrano un +0,9%. Andamento positivo contraddistingue anche profumeria (+2%) e farmacia (+1,8%), rispettivamente secondo e terzo canale per la vendita di cosmetici in Italia; il mass market, che invece rappresenta oltre il 40% della distribuzione, indica una chiusura 2019 a +0,6%. L'attenzione verso i cosmetici a connotazione naturale determina il +1,4% segnalato dal canale erboristeria per fine 2019, mentre le dinamiche in continuo divenire dell'e-commerce generano ancora una volta trend superiori agli altri canali (+22% per fine 2019). Le vendite dirette risentono, al contrario, dello spostamento verso forme di distribuzione più innovative e registrano un andamento statico a fine 2019. Infine, il contoterzismo che, ponendosi trasversalmente rispetto ai canali consente di comprenderne l'evoluzione nel medio-lungo termine, segnala a fine anno una crescita del +3,5%.
Omnicanalità spinge alla disintermediazione
«Nel panorama manifatturiero l'industria cosmetica italiana esercita un forte richiamo sui mercati internazionali collocandosi, nel confronto con settori contigui, solo dopo vino e moda per i valori del saldo commerciale - ha dichiarato il presidente di Cosmetica Italia, Renato Ancorotti -. La cosmesi è un'industria che fa bene al Paese, in grado, anche in contesti di incertezza, di reagire positivamente investendo in ricerca e sviluppo per rafforzare la qualità dell'offerta». «Assistiamo a una crescente contaminazione tra canali classici e nuove forme di distribuzione che raccolgono il consenso dei consumatori - ha commentato il responsabile del Centro Studi di Cosmetica Italia, Gian Andrea Positano -. L'omnicanalità spinge le imprese a rivedere le proprie strategie, creando nuove forme di disintermediazione».
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A cura di Redazione Farmacista33
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