Telemedicina ambulatoriale, la proposta delle Regioni
Le prestazioni di telemedicina vanno retribuite alla struttura che le offre esattamente quanto le prestazioni specialistiche in presenza
Le prestazioni di telemedicina vanno retribuite alla struttura che le offre esattamente quanto le prestazioni specialistiche in presenza. Almeno in una prima fase sperimentale. La telemedicina si sconsiglia peraltro su pazienti acuti, riacutizzati, cronici e disabili che non possono essere tenuti a domicilio. Lo afferma la proposta della commissione salute degli assessori regionali relativa alla telemedicina ambulatoriale.
Quali prestazioni sono erogabili a distanza
Sono erogabili innanzi tutto in telemedicina quelle prestazioni che non richiedono l'esame obiettivo del paziente: ad esempio, se il paziente è inserito nel follow-up di una patologia nota o in un percorso diagnostico terapeutico assistenziale o necessiti di una modifica in corso di piano terapeutico, di una valutazione anamnestica per la prescrizione di esami diagnostici, o di spiegazioni di esiti od esami o in ogni altro scenario ritenuto opportuno dal medico. La prestazione a distanza è attivabile dallo specialista che ha in carico il paziente ma solo previo consenso di quest'ultimo, è fattibile nell'ambito del recupero delle visite post-pandemia, deve essere espletata in tempo reale. Può erogarla solo un ambulatorio espressamente accreditato sulla base di regole nazionali. E le tariffe - punto che per la prima volta viene affrontato - devono essere almeno in prima istanza quelle rese nell'ambito delle prestazioni tradizionali. Nelle ricette online andrà prestabilito un campo che specifichi se la prestazione è prenotata a distanza, e le regioni dovranno aggiornare le specifiche di flusso per consentire la tariffazione delle singole attività. Il paziente deve sapere quali professionisti tratteranno i suoi dati, per cosa, chi sono titolare e responsabile del trattamento, come si rintracciano; alle prestazioni di telemedicina si applicano il Codice Deontologico e le leggi sulla responsabilità civile e penale del medico. Se il risultato non è conseguito, la visita a distanza viene riprogrammata in presenza.
Telemedicina, televisita, telecooperazione: le differenze
Le regioni distinguono tra prestazioni di telemedicina (emergenza urgenza, patologie rilevanti croniche-acute-infettive, di diagnosi e/o cura e/o monitoraggio di parametri vitali), televisite (con medico in remoto), teleconsulti (tra medici senza il paziente) e telecooperazione (tra differenti sanitari su passaggi del Pdta, con o senza paziente). La televisita, come quella in presenza, può avere per esito un ricovero, un approfondimento diagnostico, una prescrizione o rinnovo di piano terapeutico, una programmazione di visita, un riscontro di stabilità. Nel referto vanno indicati i collaboratori e i requisiti d'idoneità del mezzo di collegamento che può essere del medico o messo a disposizione di quest'ultimo. Le linee guida regionali fanno seguito alle indicazioni ad interim del Report Covid di primavera sulla Telemedicina dell'Istituto superiore di sanità che elencava le esigenze assistenziali affrontabili da remoto in corso di pandemia. Due riflessioni a caldo dal mondo della specialistica ambulatoriale lombarda, cioè da una regione che sta affrontando il "piano di rientro" prestazionale per i pazienti no-Covid dopo il picco pandemico pesantissimo e si trova a corto di specialisti.
Il punto di vista dei medici
«Giusta l'idea di dare un riferimento sulla tariffazione. Quanto agli specialisti, la carenza in alcune branche non può essere un motivo per estendere l'esame da remoto indiscriminatamente - spiega Danilo Mazzacane responsabile di Cisl Medici locale - ci sono setting che impongono la visita in presenza, specie quando i pazienti non sono noti: nelle comunità, nelle Rsa, nelle carceri, nelle scuole. Al contrario, la telemedicina può avere un ruolo chiave nel follow-up territoriale di pazienti noti, sia per il cittadino-paziente sia per la collaborazione tra medico di famiglia o pediatra e specialista ospedaliero d'organo, specie ove si tratti di erogare prestazioni ulteriori in modo appropriato. Un consulto a distanza mmg-specialista può aiutare il medico di fiducia a indicare se un esame va prescritto urgente, differibile o programmato. L'esperienza recente ci dice che molti pazienti cronici, circa la metà, vedendosi posticipata una prestazione nel Ssn per l'emergenza Covid 19, ne hanno fruito nel privato o recandosi in Pronto soccorso. In pratica, si sono "auto-smistati". In alternativa, la visita a distanza può avere un ruolo. Come può averne la programmazione di ambulatori "aperti" la sera e nei festivi - in Lombardia ne abbiamo fatti gli anni scorsi -dove lo specialista ambulatoriale effettua ore di diagnostica tra le mura ospedaliere con le apparecchiature dell'ospedale, retribuito con canoni ospedalieri. In assoluto, la telemedicina può moltiplicare la presenza dello specialista, ma non in tutti i contesti. Quelli comunitari sono i più delicati e controindicati».
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A cura di Redazione Farmacista33
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